La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Il Medioevo e l'artigianato, nella Contrada dei Guardinfanti, a Torino

C'è una Torino inedita e nascosta, alle spalle del traffico impaziente di via XX settembre e dei commerci di via Garibaldi; appena dietro gli antichi simboli del potere religioso e temporale della città, il Duomo di S. Giovanni, Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo di Città. E' l'antica Contrada dei Guardinfanti, formata dalle vie Barbaroux, Mercanti, S. Tommaso e posta tra le vie XX settembre e S. Francesco d'Assisi e le vie Garibaldi e Monte di Pietà. Qui si trova il cuore più antico della città: l'impianto viario ortogonale è rimasto fedele alle disposizioni romane dell'antica Augusta Taurinorum e gli edifici sono stati in larga parte preservati dalle trasformazioni imposte dai Savoia alle vie centrali della loro capitale.
Nella Contrada sono presenti palazzi antichi e carichi di storia, nei pressi dell'Archivio Storico della Città di Torino, si trova, segnato da una targa, l'edificio in cui visse Silvio Pellico, uno dei più noti intellettuali dell'Ottocento italiano, autore di quel Le mie prigioni che "costò all'Austria più di una battaglia persa". Alcuni degli scorci più fascinosi e carichi di atmosfera di Torino si possono scoprire proprio passeggiando in queste vie strette strette che sembrano senza tempo e regalano i ritmi lenti che la metropoli contemporanea ha irrimediabilmente perso.
La Contrada dei Guardinfanti deve il suo nome, ritrovato solo recentemente, ai guardinfanti, le ingombranti strutture di legno che nei secoli scorsi tenevano gonfie le gonne delle signore. Secondo la tradizione questi antichi oggetti dell'abbigliamento femminile venivano venduti in via Barbaroux. Di qui il nome alla Contrada. E ancora adesso lo stretto dedalo di viuzze che si snoda intorno a via Barbaroux non ha abdicato l'antica vocazione commerciale e continua ad essere un punto di riferimento cittadino per la passamaneria, l'artigianato, la gastronomia, la gioielleria, che offrono articoli e manufatti introvabili in altre parti della città.
Dopo gli anni dell'abbandono e del degrado, grazie al restauro degli antichi edifici storici e alla riscoperta orgogliosa della storia, via Barbaroux e via S. Tommaso si stanno riproponendo come centri del commercio cittadino, puntando anche sull'innegabile fascino della Contrada restaurata.
Gli eleganti scorci di atmosfera medioevale, che propongono prospettive inaspettate in una Torino nota soprattutto per le sue architetture barocche, le viuzze strette e dense di antiche botteghe artigiane e di invitanti profumi delle gastronomie, il traffico lento e controllato delle auto, che permette di passeggiare senza isterismi, meritano una visita. E come dice l'Associazione della Contrada dei Guardinfanti, che sta facendo riscoprire la storia e il fascino di questo antico quartiere torinese, la Contrada "va apprezzata passeggiando con calma, lasciandosi guidare dalla curiosità; nei negozi non abbiate fretta: qui la tradizione è il dialogo con il cliente... ed anche per questo il tempo si è un po' fermato".
Qui potete vedere la galleria fotografica che Rotta su Torino ha dedicato alla Contrada dei Guardinfanti.

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