Torinesi per sempre: chef Carlo Bigi, Torino città cosmopolita a misura d'uomo

  Carlo Bigi, nato a Torino, 34 anni, Executive chef allo Sleepy Hollow Country Club (NY), vive a Greenwich, negli USA Hanno lasciato Torino per amore, lavoro, avventura, ma non si sono liberati di lei. Per questo raccontano la loro Torino da lontano: cosa amano e cosa detestano della città, in cosa si riconoscono e a cosa si ribellano, quali sono i posti che non smettono di frequentare quando tornano e quanto si rimane torinesi inside , anche vivendo altrove. Grazie a tutti loro, per il loro tempo e per il loro affetto che non muore per questa città. C'è bisogno anche di loro, per ripensarla.  - Torinesi inside per sempre? Cosa sente di aver conservato di torinese nel suo bagaglio personale? Assolutamente si, sempre torinese e quasi con l'obbligo di raccontare la città agli stranieri, che purtroppo non la conoscono. Di torinese conservo la riservatezza, non sento il bisogno di informare tutti di tutto quello che mi accade quotidianamente - Torino vista da fuori: la qualit

Animali selvatici e predatori che preferiscono Torino ai boschi

Le grandi città non sono più nemiche da cui tenersi lontani, ma grandi spazi che offrono riparo, prede e sicurezza. Forse è per questo che da alcuni anni a questa parte è facile avvistare a Torino animali selvatici, che un tempo abitavano più le valli e le campagne che le strade cittadine. Non c'è solo l'isola del Meisino, uno dei luoghi urbani più singolari d'Europa, colonizzato da aironi cinerini e uccelli migratori, ma anche la città vera e propria. Nella periferia meridionale torinese, ad esempio, è facile avvistare con una certa frequenza falchetti e lepri: è la città che si apre alle campagne e si affaccia verso le valli alpine, c'è una commistione di spazi che può spingere gli animali fino ai primi segni della città. Ma non è solo questo: gli animali predatori in città vivono più tranquilli, non sono cacciati dall'uomo, hanno nelle discariche una fonte utile di cibo e possono dedicarsi alla caccia di topi e prede varie.
Sembrano essere proprio questi gli elementi in grado di calamitare verso le città anche gli animali e i rapaci: sulla discarica di via Germanasco volteggiano sia i gabbiani, che possono arrivare addirittura dalla Liguria per questo, che i nibbi, uccelli rapaci che si fermano nelle nostre zone durante l'estate. Da qualche tempo il nibbio nidifica in città, dove è stato avvistato varie volte. Un altro rapace che ha optato per Torino è il gheppio: un nido si trova addirittura nella centralissima via Cernaia, che non sembra affatto disturbare, con il suo movimento la sua vita di predatore. Ancora rapaci, però notturni, nel centro cittadino: civette e allocchi vivono nei sottotetti di Palazzo Reale e degli edifici adiacenti.
Se la periferia settentrionale di Torino attira soprattutto volatili grazie alle discariche di via Germanasco, nella periferia meridionale si avvistano animali della campagna e della selva, che non temono più, a quanto pare, il contatto con l'uomo. Il parco di Stupinigi è popolato da numerosissimi scoiattoli grigi, che sono arrivati addirittura a Torino: è stato avvistato un loro nido in corso Racconigi. Le lepri attraversano disinvoltamente la strada nelle ultime vie cittadine, laddove iniziano gli orti e si apre la campagna. Negli stessi spazi sono state avvistate alcune volpi e in aria volteggiano i falchetti, in attesa di prede: del resto se si spostano in città le prede, i rapaci devono seguirle...
E la collina, l'area più selvaggia di Torino, tra le ville dell'alta borghesia cittadina e le antiche vigne aristocratiche? La collina sta diventando il territorio dei cinghiali e dei ricci, avvistati varie volte. Ci sono poi le leggende metropolitane su una pantera perduta e mai ritrovata che si aggirerebbe in collina da ormai qualche anno. Di tanto in tanto la avvistano, ma lei, lestissima, è imprendibile. Però questa della pantera è un'altra storia...

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