Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Animali selvatici e predatori che preferiscono Torino ai boschi

Le grandi città non sono più nemiche da cui tenersi lontani, ma grandi spazi che offrono riparo, prede e sicurezza. Forse è per questo che da alcuni anni a questa parte è facile avvistare a Torino animali selvatici, che un tempo abitavano più le valli e le campagne che le strade cittadine. Non c'è solo l'isola del Meisino, uno dei luoghi urbani più singolari d'Europa, colonizzato da aironi cinerini e uccelli migratori, ma anche la città vera e propria. Nella periferia meridionale torinese, ad esempio, è facile avvistare con una certa frequenza falchetti e lepri: è la città che si apre alle campagne e si affaccia verso le valli alpine, c'è una commistione di spazi che può spingere gli animali fino ai primi segni della città. Ma non è solo questo: gli animali predatori in città vivono più tranquilli, non sono cacciati dall'uomo, hanno nelle discariche una fonte utile di cibo e possono dedicarsi alla caccia di topi e prede varie.
Sembrano essere proprio questi gli elementi in grado di calamitare verso le città anche gli animali e i rapaci: sulla discarica di via Germanasco volteggiano sia i gabbiani, che possono arrivare addirittura dalla Liguria per questo, che i nibbi, uccelli rapaci che si fermano nelle nostre zone durante l'estate. Da qualche tempo il nibbio nidifica in città, dove è stato avvistato varie volte. Un altro rapace che ha optato per Torino è il gheppio: un nido si trova addirittura nella centralissima via Cernaia, che non sembra affatto disturbare, con il suo movimento la sua vita di predatore. Ancora rapaci, però notturni, nel centro cittadino: civette e allocchi vivono nei sottotetti di Palazzo Reale e degli edifici adiacenti.
Se la periferia settentrionale di Torino attira soprattutto volatili grazie alle discariche di via Germanasco, nella periferia meridionale si avvistano animali della campagna e della selva, che non temono più, a quanto pare, il contatto con l'uomo. Il parco di Stupinigi è popolato da numerosissimi scoiattoli grigi, che sono arrivati addirittura a Torino: è stato avvistato un loro nido in corso Racconigi. Le lepri attraversano disinvoltamente la strada nelle ultime vie cittadine, laddove iniziano gli orti e si apre la campagna. Negli stessi spazi sono state avvistate alcune volpi e in aria volteggiano i falchetti, in attesa di prede: del resto se si spostano in città le prede, i rapaci devono seguirle...
E la collina, l'area più selvaggia di Torino, tra le ville dell'alta borghesia cittadina e le antiche vigne aristocratiche? La collina sta diventando il territorio dei cinghiali e dei ricci, avvistati varie volte. Ci sono poi le leggende metropolitane su una pantera perduta e mai ritrovata che si aggirerebbe in collina da ormai qualche anno. Di tanto in tanto la avvistano, ma lei, lestissima, è imprendibile. Però questa della pantera è un'altra storia...

Commenti