Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Slow shopping, la guida alle eccellenze della moda torinese

Dopo lo Slow Food, che ci ha insegnato a ritrovare i tempi, i ritmi e, soprattutto, la qualità del mangiare, è l'ora dello slow shopping, lo shopping di qualità e dedicato a prodotti italiani, realizzati con competenze e talenti che si fanno irrinunciabili? Ne è convinto CNA Federmoda, che, con la collaborazione della Camera di Commercio di Torino, ha realizzato Slow fashion for slow shopping, una piccola guida su artigiani e artisti torinesi, impegnati a offrire una moda autentica, creativa e, soprattutto, di qualità, attenta all'uso dei materiali, alla loro lavorazione e al made in Italy vero. 
"Lo Slow Fashion" spiega la guida "è la moda di qualità, oltre la griffe, che ha sempre al centro la persona, che è lontana dalle produzioni seriali e massificate, dagli acquisti d'impulso indotti da certa pubblicità, esclusiva in ogni particolare, italiana al 100%, che nasce dal lavoro lento e meticoloso delle mani degli artigiani e che chiede di essere indossata con la consapevolezza del proprio valore, per contribuire alla nostra qutidiana gioia di vivere. Perché vestire bene è un piacere che va gustato con calma, come leggere un buon libro, come degustare un buon vino".
Sono 96 pagine che raccontano la creatività torinese, dalla sartoria creativa dell'Atelier di F. Fracy e della brasiliana Aline Sanches ai bottoni di Bonfanti, dalle scarpe di Manuela Gomes alla bigiotteria di Elena Imberti, passando per la maglieria di Griffes e di Il lino delle fate (questa davvero preziosissima, merita di essere segnalata, anche se Dina Lorenzon, la sua fondatrice, vive in Val Chisone e non a Torino città) e la Pelletteria di L'Orientale 2. Sfogliando le 96 pagine di questa piccola guida, guardando le immagini del lavoro di questi straordinari artigiani (e spesso sconosciuti), maestri del made in Italy, non si può non condividere Il Manifesto della moda che apre la guida.
"Vestire bene non è solo un fatto economico: dietro il lavoro degli artigiani, veri ambasciatori del made in Italy, ci sono capacità manuali e intuizioni stilistiche innovative, competenze tecniche e tanto buon gusto spesso tramandati da bottega in bottega attraverso le generazioni. Un patrimonio di valori che appartiene alla cultura italiana, non meno della letteratura e dell'enogastronomia, contribuendo a qualificar eil gusto italiano nel mondo".
Slow fashion for slow shopping è uscito in 5000 copie, distribuite gratuitamente a Torino e provincia; a Torino potete ritirare una copia al Circolo dei Lettori di via Bogino 11 o al Museo dell'Automobile

Commenti