Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

L'Archivio di Stato di Torino celebra i 150 anni della Mole Antonelliana con Esplorando le carte

L'Archivio Storico di Torino è una ovvia fonte preziosa di documentazione, si sapeva già. Ma sa anche essere parte integrante della vita culturale cittadina, partecipando con mostre ed esposizioni ad hoc sugli eventi torinesi.
Per esempio. La Mole Antonelliana ha compiuto 150 anni nel 2013, nel senso che i lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 1863. E, tra le varie mostre organizzate per celebrare l'anniversario, c'è quella dell'Archivio di Stato, che si intitola Esplorando tra le carte e che chiuderà il 28 febbraio. C'è dunque ancora un mese di tempo per visitarla, in via Barbaroux 32. E la visita vale davvero la pena.
Fotografie, carte e articoli, raccontano come la Mole sia entrata a essere parte indispensabile del paesaggio cittadino, fino a convertirsi, dalla perplessità iniziale, in vero e proprio simbolo di Torino, capace di emozionare sempre i torinesi e di incuriosire i turisti. La cerchiamo in ogni prospettiva, ci emozioniamo quando ci appare a sorpresa, a chiudere una via del centro o della collina, sentiamo l'aria di casa vedendo una sua fotografia, quando siamo lontani. La Mole Antonelliana è Torino: qualcuno forse, può immaginarsi il panorama cittadino senza la Mole? Si comprende bene la costernazione dei torinesi, quando un tornado buttò già la guglia, il 29 maggio1953. Che choc dovette essere!
Come molti edifici carismatici e autonomi dal proprio intorno, anche la Mole non ha avuto una destinazione definita per molto tempo. Ma è tutta la sua storia che è stata complessa, a dimostrare che non è solo l'edificio più caratterizzante dello skyline torinese, quello che nessuno deve superare in altezza, neanche il nuovo grattacielo di Renzo Piano. Nata come sinagoga, nel 1869, la comunità ebraica rinunciò alla sua costruzione, visto il lievitare dei costi; nel 1877, il Comune di Torino la acquistò e terminò i lavori, per collocarvi poi, nel 1905, il Museo del Risorgimento Italiano, rimasto lì fino al 1929. Rimasta senza una destinazione d'uso, nel 1980 venne recuperata come sede temporanea di mostre e, nel 2000, fu trasformata in sede del Museo del Cinema. Sarà la sua destinazione definitiva?
La mostra dell'Archivio Storico è aperta in via Babaroux 32 da lunedì a venerdì, dalle ore 8.30 alle 18.30; aperture straordinarie nelle domeniche 12, 19 e 26 gennaio, dalle ore 10.30 alle ore 18.30. L'ingresso è libero, il catalogo costa 5 euro.

LA Mle Antonelliana all'Archivio di Stato


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