La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Una tradizione torinese lunga 115 anni: gli Orsi Polari si tuffano nel Po l'ultima settimana di gennaio

Anche se (finora) non sembra, siamo nel periodo più freddo dell'inverno e peggio sarà nei giorni di fine gennaio, tradizionalmente considerati i più freddi della stagione.
Per questo a Torino si è installata da oltre un secolo una bella tradizione: un gruppo di temerari si lancia nel Po in costume per salutare e sfidare l'inverno, quindi, tornato a riva, si riscalda con un bel vin brulé e the caldo. La tradizione sarà rispettata anche quest'anno, anche se (per ora) l'inverno è stato gentile e mite (ma provate voi, a buttarvi nel Po, in costume, anche se splende il sole, che è pur sempre di gennaio!).
L'appuntamento è per domenica 26 gennaio 2014 alle 10, nella sede del Circolo Canottieri Caprera, in corso Moncalieri 22. "Dopo le foto di rito, i temerari vestiti di solo costume, saliranno sui pontili e si butteranno nel fiume, incuranti del clima non certo indulgente" annuncia la Rari Nantes Torino, che organizza l'evento.
L'usanza del cimento invernale è nata nel 1899 ed è stata iniziata dal colonnello Nino Vaudano "appassionato fondatore della Rari Nantes Torino e tra i primi promotori del nuoto italiano". "La dimostrazione di allora dette il via a una tradizione di cimenti in riva al Po e contribuì a far nascere l'amore per una disciplina ancora poco conosciuta. Da quel momento, senza interruzioni, durante l'ultima settimana di gennaio, caratterizzata da temperature rigide e spesso da neve, un gruppo di persone armate di coraggio nuota qualche bracciata nel fiume torinese" spiega la Rari Nantes Torino in un comunicato.
Ma non c'è solo il lato goliardico di chi sfida il freddo e l'inverno nelle acque del fiume, c'è anche un messaggio più profondo. Lo spiega Davide Berrino, uno degli organizzatori del cimento degli Orsi Polari, così si chiamano i coraggiosi che si tuffano nel Po: "Il nostro obiettivo è anche avvicinare i cittadini al fiume, vogliamo dimostrare che ci si può bagnare in tutta sicurezza anche nelle acque aperte e, allo stesso tempo, richiedere rispetto per un ecosistema naturale, che va trattato con affetto, inquinandolo il meno possibile".
Per partecipare al cimento invernale, non ci sono limiti d'età: l'anno scorso si passava dagli 11 anni del tuffatore più giovane agli 88 del più anziano. Bisogna godere di buona salute, questo sì. Al momento dell'iscrizione bisogna presentare un certificato medico, accompagnato da elettrocardiogramma a riposo non antecedente a un mese, oppure da un certificato di visita medico-sportiva. Senza questa documentazione, non ci si può tuffare nel Po.
Per chi vuole partecipare al cimento da semplice spettatore, un buon punto d'osservazione, oltre al Circolo Canottieri Caprera, è il ponte Umberto I, generalmente affollato da decine di curiosi. Ma il cimento degli Orsi Polari, bisogna ammetterlo, vale la curiosità.


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