Il Bagna Cauda Day, in oltre cento ristoranti, non solo piemontesi

Saranno due i fine settimana autunnali dedicati a uno dei piatti piemontesi tipici della stagione, la bagna cauda. Il 26-27-28 novembre e il 3-4-5 dicembre 2021, oltre cento ristoranti, non solo piemontesi, parteciperanno al Bagna Cauda Day, ma le prenotazioni apriranno il 24 ottobre, quando sul sito www.bagnacaudaday.it saranno pubblicate le liste dei locali partecipanti, con relative schede. Non cambia la formula, che ha fatto la fortuna dell'evento, organizzato dall'Associazione Culturale Astigiani. La bagna cauda potrà essere proposta in varie versioni, contraddistinte da un semaforo: Come dio comanda (rosso), eretica (giallo) o atea senz'aglio (verde). Previsto anche il Finale in gloria con tartufo. Il vino è proposto al prezzo di 12 euro a bottiglia, grazie all’accordo con quattro importanti case vinicole astigiane leader della Barbera: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlet di Costigliole e Coppo di Canelli. Prezzo di riferimento del piatto

Una tradizione torinese lunga 115 anni: gli Orsi Polari si tuffano nel Po l'ultima settimana di gennaio

Anche se (finora) non sembra, siamo nel periodo più freddo dell'inverno e peggio sarà nei giorni di fine gennaio, tradizionalmente considerati i più freddi della stagione.
Per questo a Torino si è installata da oltre un secolo una bella tradizione: un gruppo di temerari si lancia nel Po in costume per salutare e sfidare l'inverno, quindi, tornato a riva, si riscalda con un bel vin brulé e the caldo. La tradizione sarà rispettata anche quest'anno, anche se (per ora) l'inverno è stato gentile e mite (ma provate voi, a buttarvi nel Po, in costume, anche se splende il sole, che è pur sempre di gennaio!).
L'appuntamento è per domenica 26 gennaio 2014 alle 10, nella sede del Circolo Canottieri Caprera, in corso Moncalieri 22. "Dopo le foto di rito, i temerari vestiti di solo costume, saliranno sui pontili e si butteranno nel fiume, incuranti del clima non certo indulgente" annuncia la Rari Nantes Torino, che organizza l'evento.
L'usanza del cimento invernale è nata nel 1899 ed è stata iniziata dal colonnello Nino Vaudano "appassionato fondatore della Rari Nantes Torino e tra i primi promotori del nuoto italiano". "La dimostrazione di allora dette il via a una tradizione di cimenti in riva al Po e contribuì a far nascere l'amore per una disciplina ancora poco conosciuta. Da quel momento, senza interruzioni, durante l'ultima settimana di gennaio, caratterizzata da temperature rigide e spesso da neve, un gruppo di persone armate di coraggio nuota qualche bracciata nel fiume torinese" spiega la Rari Nantes Torino in un comunicato.
Ma non c'è solo il lato goliardico di chi sfida il freddo e l'inverno nelle acque del fiume, c'è anche un messaggio più profondo. Lo spiega Davide Berrino, uno degli organizzatori del cimento degli Orsi Polari, così si chiamano i coraggiosi che si tuffano nel Po: "Il nostro obiettivo è anche avvicinare i cittadini al fiume, vogliamo dimostrare che ci si può bagnare in tutta sicurezza anche nelle acque aperte e, allo stesso tempo, richiedere rispetto per un ecosistema naturale, che va trattato con affetto, inquinandolo il meno possibile".
Per partecipare al cimento invernale, non ci sono limiti d'età: l'anno scorso si passava dagli 11 anni del tuffatore più giovane agli 88 del più anziano. Bisogna godere di buona salute, questo sì. Al momento dell'iscrizione bisogna presentare un certificato medico, accompagnato da elettrocardiogramma a riposo non antecedente a un mese, oppure da un certificato di visita medico-sportiva. Senza questa documentazione, non ci si può tuffare nel Po.
Per chi vuole partecipare al cimento da semplice spettatore, un buon punto d'osservazione, oltre al Circolo Canottieri Caprera, è il ponte Umberto I, generalmente affollato da decine di curiosi. Ma il cimento degli Orsi Polari, bisogna ammetterlo, vale la curiosità.


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