Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

La Barriera di Milano che verrà, nei bambini della mostra fotografica alla Biblioteca Primo Levi

Gli anni dell'infanzia e quella stessa scuola, la Gabelli, fanno sì che ci sia un particolare affetto nel segnalare questa piccola mostra fotografica, in corso nella Biblioteca Primo Levi di via Leoncavallo 17, fino a sabato 22 febbraio 2014.
E' una mostra che racconta i bambini della Barriera di Milano, per dare loro "visibilità come cittadini del proprio quartiere e, attraverso i loro occhi, raccontare come vedono la vita, le relazioni con gli adulti e la loro ricerca delle novità in quella quotidianità che i grandi danno per scontata". I loro volti, in bianco e nero, sono stati fotografati da una delle loro maestre, Sabrina Pantano, insegnante precaria, che ha voluto parlare di un quartiere diverso, multietnico e torinesissimo, allo stesso tempo, lontano dagli stereotipi che accompagnano sempre le periferie delle grandi città. "Con il bianco e nero li ho fatti uscire dal buio" spiega.
L'anima di Barriera: i bambini è il titolo della mostra, ma è anche, evidentemente, una filosofia e una visione di vita. I bambini fotografati sono spesso stranieri, molte volte addirittura di altri continenti e vivono con realismo la loro doppia identità. A volte vivono situazioni familiari precarie, troppo spesso è la scuola che fa vivere loro 'prime volte' sorprendenti, come un film visto al cinema o una gita fuori porta.
Ma sono gli stessi bambini che animano il quartiere, riconoscendone pregi e difetti e sentendolo proprio. Raccontano una Torino che davvero non si ferma mai, che sta cambiando vorticosamente sotto i nostri occhi, che sarà amata appassionatamente in altri modi, tutti da scoprire e tutti da imparare. Una Torino che, ancora una volta, non rinuncia all'incontro con lo straniero e si scopre accogliente e, tutto sommato, materna. Viene in mente una scena di Questo nostro amore, fiction andata in onda qualche tempo fa sulla RAI, che aveva Torino come protagonista, oltre a Anna Valle e Neri Marcorè: uno dei personaggi, operaio siciliano emigrato per dare un futuro alla propria famiglia, arriva sotto la statua di Emanuele Filiberto, in piazza San Carlo, per dire a Torino cosa pensa davvero di lei. Riflette e poi, facendo i conti tra rabbia, amarezze, futuro, soddisfazioni e affetti, ammette: "Io a questa città devo tutto".
Gli orari della Biblioteca Primo Levi sono: lunedì 15.00-19.30; martedì - venerdì 8.15-19.30; sabato 10.30-18.00
Alla mostra, Maria Teresa Martinengo ha dedicato un articolo delicato su lastampa.it e vi invito davvero a leggerlo. Ancora su lastampa.it, una bella galleria fotografica su Barriera di Milano e i bambini della mostra.

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