Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Casa Pingone, con l'unica torre medievale di Torino ancora visibile

Probabilmente non l'avrete mai notato, distratti dalla vicina Porta Palatina e dal suo fascino rosso e romano, o diretti verso il Duomo dalla facciata rinascimentale. Ma lì, all'angolo tra le vie della Basilica e Porta Palatina, c'è uno degli edifici più antichi di Torino, la Casa Pingone, uno degli edifici più antichi di Torino, in questo pittoresco angolo cittadino, cerniera tra Roma, il Medioevo e il Rinascimento. Deve il suo nome a Emanuele Filiberto Pingone, che fu un letterato alla corte del duca Emanuele Filiberto, autore dell'opera Inclytorum Saxonae Sabaudiaeque principum arbor gentilizia, con cui divenne il principale genealogista del sovrano; la stima di cui godette a corte, fece sì che il duca lo inviasse anche a Nizza, come suo ambasciatore, e che gli desse il titolo di barone di Cusy.

La casa del Pingone a Torino La casa del Pingone a Torino

La facciata è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli e per questo si presenta adesso con un ritmo di aperture irregolare. Nel 2000 c'è stato un bel restauro, che ha avuto il merito di riportare alla luce il loggiato ad archi a sesto acuto che caratterizza l'ultimo dei quattro piani e che dona una particolare eleganza e leggerezza a tutta la facciata; sono state evidenziate anche le finestre in cotto del XVI secolo e sono stati ripuliti i soffitti lignei interni. Bella anche la scelta di ricorrere ai colori utilizzati in origine, che fanno immaginare un Rinascimento coloratissimo e vivace: il loggiato è giallo chiarissimo, il resto dell'edificio è un curioso carminio acceso, che difficilmente ci si immaginerebbe a Torino.

La casa del Pingone a Torino La casa del Pingone a Torino

I gioielli di Casa Pingone, sono però nascosti, alcuni da scoprire, altri non disponibili per il grande pubblico. I restauri hanno permesso di scoprire antiche abitazioni romane, non visitabili dal grande pubblico, così come non è possibile visitare gli ambienti interni. Quello che sì, si può osservare, è l'antica torre medievale inglobata nell'edificio. E' l'unica torre medievale ancora visibile a Torino, anche se porta una copertura di epoca successiva. Ma se fate attenzione, potete riconoscerla, osservando i tetti della casa dalla via Egidi; la vedrete spuntare tra i tetti, antica testimonianza del passato in un edificio che è il riassunto della storia torinese, da Roma a Emanuele Filiberto.