La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, il nuovo capolavoro in mostra (e in prestito) a Palazzo Madama

Dopo la Sacra Famiglia di Raffaello, prestata dall'Ermitage di San Pietroburgo, arriva a Palazzo Madama un altro capolavoro dell'arte italiana, Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, prestata dalla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Il quadro debutta a Torino l'8 marzo (rimarrà esposto fino al 3 giugno), con un'iniziativa legata alla Festa delle Donne: tutte le visitatrici potranno entrare nel Museo gratuitamente, per visitare le collezioni permanenti, e a prezzo ridotto (5 euro), per visitare la mostra di Eve Arnold (i dettagli, nell'apposito post, dedicato agli appuntamenti dell'8 marzo a Torino).
La Santa Caterina di Artemisia verrà esposta accanto a due dipinti di suo padre e alla Santa Caterina già attribuita a Bassante, che con il dipinto di Artemisia condivide atmosfere e ispirazione caravaggesca. Un'occasione unica, fa notare Palazzo Madama in un comunicato, "per approfondire il rapporto tra l'arte di Orazio Gentileschi e della figlia e il confronto tra due opere di scuola caravaggesca con lo stesso soggetto".
Artemisia Gentileschi è una delle artiste italiane più note, diventata uno dei simboli del femminismo, grazie anche al celebre caso di stupro di cui fu vittima nel 1611. Figlia di Orazio, formatasi nella bottega romana di famiglia, fu fortemente influenzata da Caravaggio, a cui aggiunse una forte vena emotiva e teatrale. La sua Santa Caterina, dipinta a Firenze intorno al 1620, indossa un vestito di velluto e una preziosa corona, simboli delle sue origini nobili; la sua mano sinistra poggia sulla ruota dentata, uno degli strumenti con cui fu torturata, mentre la destra regge la palma, simbolo del martirio. La figura della santa potrebbe essersi ispirata a una donna reale, la stessa Artemisia o Maria Maddalena d’Austria, moglie del duca Cosimo II de Medici.
L'arrivo del quadro di Artemisia è l'inizio della collaborazione tra Palazzo Madama e la Galleria degli Uffizi, che dovrebbe portare a una grande mostra sull'autoritratto femminile, prevista per la prossima estate.


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