A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, il nuovo capolavoro in mostra (e in prestito) a Palazzo Madama

Dopo la Sacra Famiglia di Raffaello, prestata dall'Ermitage di San Pietroburgo, arriva a Palazzo Madama un altro capolavoro dell'arte italiana, Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, prestata dalla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Il quadro debutta a Torino l'8 marzo (rimarrà esposto fino al 3 giugno), con un'iniziativa legata alla Festa delle Donne: tutte le visitatrici potranno entrare nel Museo gratuitamente, per visitare le collezioni permanenti, e a prezzo ridotto (5 euro), per visitare la mostra di Eve Arnold (i dettagli, nell'apposito post, dedicato agli appuntamenti dell'8 marzo a Torino).
La Santa Caterina di Artemisia verrà esposta accanto a due dipinti di suo padre e alla Santa Caterina già attribuita a Bassante, che con il dipinto di Artemisia condivide atmosfere e ispirazione caravaggesca. Un'occasione unica, fa notare Palazzo Madama in un comunicato, "per approfondire il rapporto tra l'arte di Orazio Gentileschi e della figlia e il confronto tra due opere di scuola caravaggesca con lo stesso soggetto".
Artemisia Gentileschi è una delle artiste italiane più note, diventata uno dei simboli del femminismo, grazie anche al celebre caso di stupro di cui fu vittima nel 1611. Figlia di Orazio, formatasi nella bottega romana di famiglia, fu fortemente influenzata da Caravaggio, a cui aggiunse una forte vena emotiva e teatrale. La sua Santa Caterina, dipinta a Firenze intorno al 1620, indossa un vestito di velluto e una preziosa corona, simboli delle sue origini nobili; la sua mano sinistra poggia sulla ruota dentata, uno degli strumenti con cui fu torturata, mentre la destra regge la palma, simbolo del martirio. La figura della santa potrebbe essersi ispirata a una donna reale, la stessa Artemisia o Maria Maddalena d’Austria, moglie del duca Cosimo II de Medici.
L'arrivo del quadro di Artemisia è l'inizio della collaborazione tra Palazzo Madama e la Galleria degli Uffizi, che dovrebbe portare a una grande mostra sull'autoritratto femminile, prevista per la prossima estate.


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