Da youtube, il video di Kirsten Dirsen sulla Pra di Brëc di QOS Studio, a Locana

Kirsten Dirsen è tornata nelle valli alpine torinesi, alla scoperta di antichi edifici di montagna rinati a nuova vita. Dopo la Baita di Studioata , presenta nel suo canale di youtube (1,7 milioni di iscritti!) un bel progetto di ristrutturazione, realizzato a Locana, a poche decine di km da Torino. Qui la famiglia Laboroi ha voluto trasformare l'antica casa-fienile, che appartiene loro da ben quattro generazioni, in una casa per le vacanze, chiamata Pra di Brëc. Il progetto è stato affidato all'astigiano QOS Studio. Come spiega a Kirsten Davide Querio, geometra dello studio, l'edificio è stato liberato dall'intonaco aggiunto qualche decennio fa, per lasciare a vista i bei muri in pietra. Una scelta che ha restituito identità all'intera struttura: nel video si mostra il "prima" e "dopo" e si può apprezzare quanto la casa fosse stata resa anonima dall'intonaco e quanto invece adesso abbia una personalità coerente con il paesaggio circosta

I laghetti della Falchera, risanati, al centro di un grande parco agricolo

La riqualificazione della Falchera, prevista dal Piano Città, è ormai pronta per i cantieri e per diventare realtà. Il Comune di Torino ha appena ottenuto la cessione dei terreni dei laghetti dalle società Borsetto srl e Ativa spa, che bonificheranno l'area, su cui poi sorgerà un parco agricolo. I laghetti sono uno degli spazi caratterizzanti la Falchera, quartiere dell'estrema periferia settentrionale, oltre la barriera 'psicologica' della Stura, che segna il confine nord di Torino nell'immaginario cittadino. Sono due laghetti artificiali, che nei decenni scorsi gli abitanti utilizzavano come grandi piscine all'aperto, nelle giornate estive: andare ai laghetti era un po' come andare a prendere il sole alla Stura e bagnarsi nelle sue acque. Poi il degrado ha preso il sopravvento e le loro acque sono diventate pericolose, circondate anche da rifiuti e abbandono. Per i residenti la presenza dei due laghetti, diventati estranei alla vita del quartiere, è sempre stata un rimpianto, una ragione di rabbia e di dispiacere, per l'abbandono in cui versano da anni.
C'è voluto il Piano Città per riportare l'attenzione su di loro. Con questo piano, ampiamente finanziato dal Ministero delle Infrastrutture, l'intero quartiere sarà riqualificato, sia con lavori che miglioreranno gli edifici esistenti, attraverso l'isolamento termico, sia con opere che miglioreranno il traffico all'interno del quartiere, attraverso nuove vie d'ingresso a tutta l'area, sia con la costruzione di nuovi palazzi, che porteranno anche nuove attività economiche. Il Piano prevede anche un grande parco agricolo, che avrà nei laghetti risanati uno dei suoi fiori all'occhiello. Sarà una sorta di grande polmone verde della Torino settentrionale, in equilibrio tra natura, agricoltura e fruizione turistica. Il progetto precede infatti la forestazione del territorio, la creazione di aree verdi attrezzate, la realizzazione di piste pedonali e ciclabili, la presenza di aree di sosta e di giochi per i bambini; verranno rafforzate le strutture già presenti, per favorire le produzioni agricole e i vivai e questi spazi agricoli verranno utilizzati anche per scopi didattici. Il parco della Falchera si troverà in un'area molto interessante dal punto di vista naturalistico: qui, infatti, sostano e nidificano gli uccelli di passaggio, ci sono numerose specie di rettili e di anfibi. Con la realizzazione di questi spazi ad hoc, sarà possibile la loro osservazione e la convivenza di natura e attività umane, così come succede nei parchi lungo il Po.
Il risanamento dei laghi costerà circa 5,6 milioni di euro.


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