La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Il Museo Egizio riapre lo Statuario: faraoni e dei nella penombra di Dante Ferretti

Il 17 aprile 2014 è una data che, da fans del Museo Egizio di Torino, si era segnata sul taccuino, quasi con lo stesso entusiasmo con cui si attende il 1° aprile 2015, giorno in cui il nuovo Museo Egizio aprirà le porte, al termine dei lunghi lavori di ristrutturazione, convissuti con le visite, mai interrotte, dei turisti. 
Oggi il Museo ha riaperto le sale dello Statuario, chiuse a gennaio per permettere anche in esse i lavori di adeguamento al XXI secolo. Lo Statuario è una delle ragioni della celebrità del Museo. 
Durante la #MuseumWeek si è sottolineato varie volte su Twitter: è molto probabile che il primo museo visitato dai bimbi torinesi sia l'Egizio, è quasi sicuro che il primo ricordo che hanno i bimbi del Museo Egizio siano le mummie. Il mio ricordo più indelebile della prima visita da adulta al Museo di via Accademia delle Scienze è l'impressione causata dallo Statuario. Dalle statue gigantesche e ieratiche di faraoni lontani, di dei misteriosi e non sempre comprensibili, di simboli sempre precisi per il loro significato. 
Dal 2006 lo Statuario è reso ancora più affascinante dal suggestivo allestimento curato dal Premio Oscar Dante Ferretti. Dalla penombra, tra specchi e colori scuri, emergono le statue ieratiche dei faraoni, degli dei misteriosi, dei simboli sempre precisi, dei sarcofaghi possenti. Oggi si sono ritrovati Ramesse II, il più grande dei faraoni, Amenofi II, Thutmosi III, la dea Iside, il dio Amon e Ptah.
E stavolta è stato possibile fotografarli, perché il Museo Egizio, come altri musei torinesi, permette da qualche tempo le foto dei reperti conservati. Così si ha conferma di una sensazione già provata: con la macchina fotografica al collo, tutti si costruiscono una propria visione del bello e dell'interessante. Visitare un Museo, scattare fotografie, scoprirsi più autonomi e liberi, anche nella definizione della bellezza, della cultura, dell'estetica.




Commenti