Da youtube, il video di Kirsten Dirsen sulla Pra di Brëc di QOS Studio, a Locana

Kirsten Dirsen è tornata nelle valli alpine torinesi, alla scoperta di antichi edifici di montagna rinati a nuova vita. Dopo la Baita di Studioata , presenta nel suo canale di youtube (1,7 milioni di iscritti!) un bel progetto di ristrutturazione, realizzato a Locana, a poche decine di km da Torino. Qui la famiglia Laboroi ha voluto trasformare l'antica casa-fienile, che appartiene loro da ben quattro generazioni, in una casa per le vacanze, chiamata Pra di Brëc. Il progetto è stato affidato all'astigiano QOS Studio. Come spiega a Kirsten Davide Querio, geometra dello studio, l'edificio è stato liberato dall'intonaco aggiunto qualche decennio fa, per lasciare a vista i bei muri in pietra. Una scelta che ha restituito identità all'intera struttura: nel video si mostra il "prima" e "dopo" e si può apprezzare quanto la casa fosse stata resa anonima dall'intonaco e quanto invece adesso abbia una personalità coerente con il paesaggio circosta

Il ponte Carpanini, l'unico ponte mobile di Torino e con una gradinata per guardare il fiume

Era l'ottobre del 2000 e Torino si trovò divisa in due. I ponti sulla Dora vennero chiusi a causa della pioggia battente, che aveva innalzato il fiume a livelli di guardia. Anche il Po scorreva minaccioso e i più audaci, sfidando buon senso e consigli, raggiungevano il ponte della Gran Madre per guardarlo, in tutta la sua cattiveria. Non fu solo la città divisa in due, con telefonate da una parte all'altra per raccontarsi come si stava. No, il peggio furono l'alluvione in Borgo Dora e il terrore che le fabbriche costruite sul fiume, in quello che è adesso il Parco Dora (come cambia il volto di una città in decennio!), potessero crollare, creando un disastro di proporzioni ingovernabili. Furono giorni di tensione e apprensione: nel 1994 c'era stata un'altra alluvione e ci si chiedeva come fosse possibile, perché e quando era successo che Torino dovesse pagare pegno così spesso ai suoi fiumi.
Con l'alluvione fu chiaro che il ponte Principessa Clotilde, storico attraversamento tra Borgo Dora e Barriera di Milano, non era più in grado di reggere l'urto del tempo e della Dora. Si decise così di sostituirlo, nell'ambito di una riqualificazione degli argini. Un paio di anni dopo, nel 2002, venne inaugurato il ponte Domenico Carpanini, intitolato al candidato sindaco di Torino morto prematuramente l'anno prima. E' l'unico ponte mobile di Torino: memori del disastro dell'alluvione, i suoi progettisti, l'architetto Giorgio De Ferrari e l'ingegner Francesco Ossola, hanno voluto dotarlo di una serie di martinetti idraulici che, in caso di rigonfiamento del fiume, lo sollevano, mettendo in funzione anche le paratie verticali, che proteggono i due ingressi al ponte.
Ma non è l'unica particolarità. Avete mai visto un ponte dotato di gradinata per guardare al fiume? Dovete vedere il Ponte Carpanini. Forse assecondando la passione dei torinesi per i loro fiumi e la loro abitudine di sostare sui ponti, per guardare il livello delle acque, i gabbiani, le anatre e il grado di pulizia, i progettisti hanno inserito nel ponte Carpanini una piccola gradinata, lunga quasi quanto la lunghezza del ponte, su cui a qualunque ora troverete sempre qualcuno seduto a inseguire gabbiani e pensieri.
Lungo 43 metri e largo 12, il ponte ha due corsie centrali, una pista ciclabile e il marciapiede laterale su cui si trova la tribuna.
La sua costruzione non è stata l'unica conseguenza della piena del 2000. Grazie anche a quei drammatici giorni Borgo Dora e il lungofiume sono stati ampiamente riqualificati: è stato coperto il canale dei Molassi, è stata realizzata una pista ciclabile sul lungofiume, sono stati risistemati molti degli spazi pubblici. Ma questo è già un altro post.
Il ponte Carpanini, sulla Dora.



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