Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quando c'era il Gran Premio del Valentino di F1: un video del 1952

Non fu solo Montecarlo a ospitare i primi Gran Premi di Formula 1 in un circuito cittadino. Oltre al magnifico e glamorous circuito del Principato, tra gli anni '30 e '50 del XX secolo, ci fu anche il circuito cittadino di Torino, nel Parco del Valentino, che ospitava, però, gare extra-campionato. Vi parteciparono i più grandi piloti dell'epoca, da Alberto Ascari a Tazio Nuvolari, da Luigi Villoresi a Juan Manuel Fangio. In uno di questi Gran Premi torinesi avvenne uno degli episodi più leggendari dell'intera storia della Formula 1: Tazio Nuvolari tagliò il traguardo tenendo in mano il volante, spezzatosi da piantone dello sterzo.

Il circuito si sviluppava in gran parte nel Parco del Valentino: davanti al Castello, attuale sede della Facoltà di Architettura, c'è ancora segnata la posizione di partenza di Alberto Ascari, nel 1955. Lasciato il Castello, passava accanto al Borgo Medievale, scendeva al Ponte Isabella fino al ponte di Vittorio Emanuele III e passava per i corsi Massimo d'Azeglio e corso Vittorio Emanuele. "Strade tutte asfaltate, ottime, larghissime e tuttavia ricche di difficoltà – ce lo dicono le medie non molto elevate – per l'assenza di rettilinei veri e propri e per l’insidiosità delle curve, quasi tutte non rialzate, ed anzi taluna in contropendenza. In complesso un circuito ove, più che la velocità assoluta o la bontà della macchina, contava la valentia del guidatore, e la sua audacia; quindi più che adatto quale vaglio severo per il campionato italiano conduttori" scrivono le cronache dell'epoca, riportate dal sito web parcovalentino.com.

Un'idea di questo circuito così scenografico e dalle difficoltà degne dei grandi campioni di quel periodo, possiamo farcela grazie a questo video del Gran Premio del Valentino del 1952, vinto da Luigi Villoresi su Ferrari; si riconoscono numerosi scorci torinesi, si riscopre la passione automobilistica dei torinesi, non necessariamente legata alla grande industria che ha caratterizzato il suo XX secolo, si sente una certa emozione e un certo rimpianto per una Formula 1 più epica e più romantica.

Il video, lungo un paio di minuti, è su youtube e prima di vederlo ricordiamo che dall'11 al 14 giugno 2015, il Parco del Valentino ospiterà una grande kermesse dedicata alle auto e al loro rapporto speciale con la città e lo stesso Parco.

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