Con Buonissima, tanti eventi enogastronomici con grandi chef e un'ambizione

Un nuovo appuntamento enogastronomico per valorizzare le tradizioni di Torino e inserire la passione per la buona cucina e i suoi dintorni in percorsi culturali e artistici. Buonissima , dal 27 al 31 ottobre 2021, è nato da un'idea di Matteo Baronetto, chef al ristorante Del Cambio, e dei critici enogastronomici Stefano Cavallito e Luca Iaccarino, con l'ambizioso obiettivo di fare di Torino la capitale italiana del gusto. E, per dare un'idea, nel ricco programma dei cinque giorni di cene e incontri, saranno presenti i fratelli Adrià, Ana Roš, la chef più apprezzata nella classifica dei 50 migliori ristoranti di Restaurant , gli chef italiani Mauro Uliassi, Norbert Niederkofler e Massimo Bottura, tutti con tre stelle. Il programma prevede due grandi cene evento, curate dagli chef già citati, con menù a 350 euro, una al Museo dell'Automobile e l'altra, già sold out, al Museo del Cinema; poi tredici cene nelle piole torinesi al prezzo fisso di 25 euro, con un fil

Quando a Torino c'era lo Stadium, lo stadio più grande d'Europa

Finite le grandi manifestazioni internazionali, iniziano i problemi: che fare delle gigantesche strutture costruite ad hoc e senza una funzione ben precisa per il dopo-kermesse?

Nel 1911, dopo l'Esposizione Universale, molti padiglioni costruiti appositamente furono demoliti (e, al vedere le immagini dell'epoca, è un vero peccato). Una delle poche strutture che sopravvissero alla manifestazione, è lo Stadium, costruito nell'area compresa tra gli attuali corsi Vinzaglio, Peschiera, Castelfidardo e Montevecchio. Le sue misure erano gigantesche e le cronache del tempo ricordano con orgoglio che era lo stadio più grande d'Europa. Più grande persino degli stadi di Atene e di Londra, che avevano ospitato le prime Olimpiadi.

La sua capacità era di oltre 40mila persone, tutte sedute, con la possibilità di accoglierne altre 30mila in circostanze eccezionali. "Lo Stadium ha tre ordini di piste. L'una, più ampia, per le gare ciclistiche (m 730,90); l'altra - in forma di 8 - per le corse dei cavalli (metri 782); la terza per le corse podistiche (metri 500). Di più, grazie alla sua calcolata ed armonica organizzazione permette ancora altre gare: di nuoto, di lotta, di lancio di dischi, di tiro a segno con arco e balestre, di law-tennis, di football mentre i locali sottostanti alle gradinate servono come gallerie per mostre sportive, per biffet, per spogliatoi, per dormitori destinati ai concorrenti, oltre alle sale destinate allo skating, agli esercizi di scherma ed alle sezioni completamente separate destinate alla ginnastica femminile, rispondente a tutte le più moderne esigenze" si legge in uno degli articoli che illustravano padiglioni e costruzioni dell'Expo 1911, ripresi dal sito italyworldsfairs.org.

Finita la manifestazione, però, questa grande struttura, iniziò il proprio declino: era troppo grande per ospitare le competizioni sportive e richiedeva enormi spese di manutenzione. Per qualche tempo ospitò i grandi raduni e nel 1928 fu teatro di un magnifico carosello, per celebrare la dinastia sabauda. Di lì a poco, il regime fascista avrebbe iniziato la costruzione dello Stadio Olimpico, inaugurato nel 1933, con i giochi Littoriali, e battezzato allora Stadio Mussolini. Era a poca distanza, anch'esso costruito in una zona nuova, a fare da cerniera tra le città esistente e quella in fieri. Nel 1934 ospitò alcune gare del Mondiale di Calcio: era lo Stadio più grande d'Italia. Così, per qualche tempo, Torino ebbe nel proprio territorio i due stadi più grandi d'Italia. Nel 1936 si decise l'abbattimento dell'ormai inutile Stadium.


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