La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Quando davanti alla Fiat Mirafiori c'era l'ippodromo

Mi ricordo, quando davanti alla Fiat Mirafiori, in piazza Caio Mario, c'era un campo di grano. Era tra corso Traiano e corso Tazzoli, immerso tra i parcheggi degli operai, e i suoi colori indicavano il volgere delle stagioni e la vicinanza dalla fine della scuola.

Ma che davanti alla Fiat ci fosse un ippodromo, proprio non l'avrei immaginato. E, invece, le foto della prima metà del XX secolo, ce lo raccontano proprio lì, davanti a uno stabilimento della Fiat circondato dalla campagna. Non c'erano ancora piazza Caio Mario e, tanto meno, corso Agnelli e corso Unione Sovietica, né c'era corso Traiano, sul cui tracciato insisteva l'ippodromo. E non c'erano neanche i quartieri operai che circondano adesso Mirafiori, su tutti i lati. Insomma, vale davvero il detto che lì un tempo era tutta campagna.

Ippodromo di Mirafiori Ippodromo di Mirafiori


L'Ippodromo di Mirafiori venne augurato nel 1906, ben prima della Fiat Mirafiori, che arrivò solo negli anni 30. Era uno degli ippodromi più moderni d'Italia, con una pista di 1800 metri, utilizzata anche per le corse ad ostacoli; anche le strutture per gli spettatori erano all'avanguardia: oltre alle tribune, c'erano anche gli uffici telegrafici e telefonici, che facilitavano le comunicazioni, locali per la socializzazione e per i pasti. Non erano solo corse dei cavalli, erano incontri, erano relazioni sociali, era vedere e farsi vedere.

Nel web girano preziosi brevi video dell'Istituto Luce, che raccontano l'Ippodromo e la vita sociale che gli girava intorno. In uno si vede l'aitante principe ereditario Umberto, che assiste alle corse ippiche in divisa, mentre intorno a lui si muovono le eleganti ragazze dell'epoca. Nell'altro video si assiste a una sfilata di quattordici case di moda torinesi, che, spiega la speaker, "con buon gusto e successo cooperano all'autarchia dell'abbigliamento".

L'ippodromo di Mirafiori venne abbandonato alla fine degli anni 50, quando fu costruito quello di Vinovo. Finita l'epoca delle corse ippiche e della società benestante che girava intorno a esse, per Mirafiori iniziava la tumultuosa crescita edilizia della stagione operaia.

Le foto, da skyscraper.com; i video da youtube e da dailymotion.




La moda all'ippodromo di Mirafiori di LuceCinecitta


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