Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Nella chiesa del Santo Volto, la più bella chiesa contemporanea di Torino

Se mi dicessero di indicare solo due chiese torinesi da visitare, non avrei molti dubbi: la chiesa di San Lorenzo, in centro, e la chiesa del Santo Volto, nel nuovo quartiere di Spina 3. La chiesa simbolo del barocco torinese e la prima chiesa del XXI secolo in una zona restituita alla città, dopo i decenni dell'industria pesante.

La chiesa del Santo Volto è stata progettata da Mario Botta, una delle grandi firme dell'architettura contemporanea presenti in Spina 3, e rende omaggio al passato industriale dell'area. Il suo campanile, per esempio, è un ex ciminiera, la sua stessa struttura, così diversa dall'immagine tradizionale delle chiese, ricorda all'esterno, per ammissione dello stesso Mario Botta un ingranaggio, ossia uno degli elementi fondamentali del lavoro in fabbrica.

Chiesa del Santo Volto Torino Chiesa del Santo Volto Torino

Il Santo Volto si presenta come una chiesa a pianta centrale formata da sette torri disposte a raggiera e chiuse in alto da lucernai. Il numero sette non è casuale: sette sono stati i giorni necessari a Dio per la Creazione. La scelta di un edificio composto da torri a raggiera elimina la facciata di riferimento: da ovunque la si guardi, in Spina 3, la chiesa del Santo Volto appare allo stesso modo, con i volumi delle torri alternati ai vuoti, con le luci e le ombre che il gioco dei pieni e dei vuoti crea. La decorazione esterna è affidata esclusivamente ai rivestimenti in laterizio, sì materiale feticcio di Mario Botta, ma anche materiale povero e operaio, che richiama il passato industriale di Spina 3, e anche materiale nobilitato per la prima volta in Italia proprio a Torino, da Guarino Guarini e dal suo splendido Palazzo Carignano, seguiti da Filippo Juvarra e i suoi Quartieri Militari. Il filo che collega la chiesa del XXI secolo al passato torinese non si spezza mai.

Chiesa del Santo Volto Torino Chiesa del Santo Volto Torino

Se all'esterno il Santo Volto appare severa, fredda, anonima, all'interno rivela un inaspettato calore, che invita al raccoglimento e alla pace interiore. E diventa una delle chiese più belle e più accoglienti di Torino, la più bella dell'età contemporanea. L'effetto dei pieni e dei vuoti, apprezzato all'esterno, qui si trasforma in una morbida alternanza di luce e di ombra, esaltata dal legno, il materiale che riveste buona parte della chiesa. Le sette torri, svuotate all'interno, sono in realtà come dei lucernari, che fanno cadere la luce dall'alto verso il basso. Gli elementi di raccordo tra le torri formano grandi nervature coperte di legno, che si incontrano al centro della chiesa, a formare una sorta di falsa cupola e una stella. La costruzione di questa struttura, che copre uno spazio ampio, con una luce di oltre 30 metri, senza alcun pilastro di sostegno, è stata piuttosto complessa, a causa delle spinte centrifughe da gestire. Il tamburo centrale è stato costruito per primo, in modo che diventasse subito l'elemento d'appoggio delle solette inclinate, su cui si appoggiano le torri. E le torri sono state costruite in un secondo momento, per evitare le spinte che avrebbero altrimenti creato.

Chiesa del Santo Volto Torino Chiesa del Santo Volto Torino

Sull'altare l'immagine sacra più potente è il volto dell'Uomo della Sindone, riprodotta al computer con i pixel e quindi riportata sulla parete di legno attraverso mattoncini appositamente lavorati. E' l'immagine religiosa più torinese che ci si possa immaginare e contribuisce alla sensazione di calma e serenità che l'ambiente offre al fedele. In una delle cappelle, ricavate dai vuoti delle torri, c'è il prezioso organo, costruito dai Fratelli Ruffatti. Le atmosfere calde e le luci soffuse creano immediatamente una sensazione di benessere e di calma: non parlano del Dio severo e ammonitore, che piace spesso alla Chiesa, ma fanno sentire l'affetto e il calore di Dio Padre, quello che, secondo papa Francesco, è sempre disposto a perdonare i propri figli.

Chiesa del Santo Volto Torino Chiesa del Santo Volto Torino

San Lorenzo e il Santo Volto. Entrambe a pianta centrale, con un gioco di luci soffuse che piovono dall'alto, con un piacevole movimento di pieni e di vuoti. Una ci parla della Torino barocca, l'altra della Torino post-industriale.

La chiesa del Santo Volto è in via Val della Torre 11 e può essere raggiunta con i tram 9 e 3; gli autobus 72, 72 sbarrato, 60 e 52, fermano sull'altro lato del Parco Dora, consentendo una piacevole passeggiata di pochi minuti in una delle nuove aree verdi torinesi.


Commenti

  1. Complimenti per la tua descrizione di questa chiesa. Molto esatta. Infatti anzi brutta dall'esterno, l'interno è una meraviglia. Ci resterei per ore.

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