La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Il tunnel sotto il Po, per collegare Nord e Sud di Torino

Periodicamente se ne torna a parlare, senza date di scadenza e, soprattutto, senza che siano chiari i finanziamenti per la realizzazione. Rotta su Torino lo riporta semplicemente perché è un progetto suggestivo e chissà mai se la Torino in cerca di futuro lo realizzerà. Il completamento della tangenziale intorno alla città, con il collegamento nord-sud sul lato orientale della città, non oltre la collina, ma attraverso un tunnel sotto il Po. Un progetto fattibile? Secondo gli esperti sì, ma, evidentemente, piuttosto costoso (si parla di almeno 1,5 miliardi di euro). Eppure, se realizzato, potrebbe arrivare a essere utilizzato da decine di migliaia di automobilisti al giorno, che vedrebbero dimezzati i tempi dell'attraversamento Nord-Sud della città.

Nel 2007 la Regione Piemonte ipotizzava un anello autostradale intorno a Torino, con il lato orientale che collegava Santena a Settimo, passando dietro la collina, in modo da facilitare il traffico da e per Milano; il traffico urbano sarebbe stato incanalato in un tunnel da costruire lungo la riva sinistra del Po, dalla rotonda di corso Maroncelli fino alle autostrade per Milano e per Aosta, con le uscite all'altezza dei ponti cittadini. Il progetto è stato poi accantonato sine die a causa della crisi economica.

Recentemente l'idea del tunnel è tornata alla ribalta e, secondo il quotidiano la Repubblica, è stato presentato anche un progetto di massima, che prevede un percorso a S, tra la città e la collina, con due punti in cui il tunnel attraverserebbe il Po. Il tracciato, lungo 17,5 chilometri, andrebbe dall'inizio delle autostrade per Milano e Aosta fino all'inizio della Torino-Savona fino con tre uscite in città. La prima uscita sarebbe in corso Casale, all'altezza di Sassi (il tunnel, che partirebbe da strada Cebrosa, attraverserebbe il Po all'altezza della curva delle 100 lire), quindi, riattraversato il Po, la seconda uscita sarebbe a Torino Esposizioni e la terza in corso Spezia. Il tunnel non sarebbe gratuito: un pedaggio di 5 euro contribuirebbe a pagarne i costi di costruzione. I tempi di realizzazione parlano di un paio di anni per la progettazione e sette per gli scavi e la realizzazione. Non è ancora chiaro come verrebbe finanziata l'opera, ma, essendo i bilanci delle amministrazioni pubbliche sempre più striminziti, la formula deve prevedere una commistione pubblico-privato se non, addirittura, un carico tutto da parte dei privati. La Stampa ipotizzava che la realizzazione del tunnel potrebbe essere una sorta di merce di scambio per il rinnovo delle concessioni autostradali per varie autostrade torinesi, il che non sembra un bel punto di partenza per la credibilità e la trasparenza dell'opera.

E' un pour parler tornato recentemente sui media, ma di improbabile realizzazione nel breve periodo. Però è interessante sapere quali infrastrutture si immaginano per la Torino del XXI secolo.


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