A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

Il tunnel sotto il Po, per collegare Nord e Sud di Torino

Periodicamente se ne torna a parlare, senza date di scadenza e, soprattutto, senza che siano chiari i finanziamenti per la realizzazione. Rotta su Torino lo riporta semplicemente perché è un progetto suggestivo e chissà mai se la Torino in cerca di futuro lo realizzerà. Il completamento della tangenziale intorno alla città, con il collegamento nord-sud sul lato orientale della città, non oltre la collina, ma attraverso un tunnel sotto il Po. Un progetto fattibile? Secondo gli esperti sì, ma, evidentemente, piuttosto costoso (si parla di almeno 1,5 miliardi di euro). Eppure, se realizzato, potrebbe arrivare a essere utilizzato da decine di migliaia di automobilisti al giorno, che vedrebbero dimezzati i tempi dell'attraversamento Nord-Sud della città.

Nel 2007 la Regione Piemonte ipotizzava un anello autostradale intorno a Torino, con il lato orientale che collegava Santena a Settimo, passando dietro la collina, in modo da facilitare il traffico da e per Milano; il traffico urbano sarebbe stato incanalato in un tunnel da costruire lungo la riva sinistra del Po, dalla rotonda di corso Maroncelli fino alle autostrade per Milano e per Aosta, con le uscite all'altezza dei ponti cittadini. Il progetto è stato poi accantonato sine die a causa della crisi economica.

Recentemente l'idea del tunnel è tornata alla ribalta e, secondo il quotidiano la Repubblica, è stato presentato anche un progetto di massima, che prevede un percorso a S, tra la città e la collina, con due punti in cui il tunnel attraverserebbe il Po. Il tracciato, lungo 17,5 chilometri, andrebbe dall'inizio delle autostrade per Milano e Aosta fino all'inizio della Torino-Savona fino con tre uscite in città. La prima uscita sarebbe in corso Casale, all'altezza di Sassi (il tunnel, che partirebbe da strada Cebrosa, attraverserebbe il Po all'altezza della curva delle 100 lire), quindi, riattraversato il Po, la seconda uscita sarebbe a Torino Esposizioni e la terza in corso Spezia. Il tunnel non sarebbe gratuito: un pedaggio di 5 euro contribuirebbe a pagarne i costi di costruzione. I tempi di realizzazione parlano di un paio di anni per la progettazione e sette per gli scavi e la realizzazione. Non è ancora chiaro come verrebbe finanziata l'opera, ma, essendo i bilanci delle amministrazioni pubbliche sempre più striminziti, la formula deve prevedere una commistione pubblico-privato se non, addirittura, un carico tutto da parte dei privati. La Stampa ipotizzava che la realizzazione del tunnel potrebbe essere una sorta di merce di scambio per il rinnovo delle concessioni autostradali per varie autostrade torinesi, il che non sembra un bel punto di partenza per la credibilità e la trasparenza dell'opera.

E' un pour parler tornato recentemente sui media, ma di improbabile realizzazione nel breve periodo. Però è interessante sapere quali infrastrutture si immaginano per la Torino del XXI secolo.


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