Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Le preziose lacche birmane al MAO (solo il 18-19 ottobre!)

Il presidente del Myanmar U Thein Sein sarà a Torino durante il weekend e il Museo d'Arte Orientale ne approfitta per esporre, solo oggi e domani, una serie di preziose lacche birmane realizzate a Bagan, l'antica capitale birmana ancora oggi uno dei più importanti centri di produzione artistica del Paese.

Si tratta di oggetti di grande valore e raffinatezza; in Birmania l'uso della lacca è iniziato intorno al X secolo, in forte ritardo rispetto alla Cina o al Giappone, i Paesi asiatici maestri di questa tecnica, ed è stato solo tra il XVII e il XVIII secolo che questa tecnica è entrata definitivamente nei processi artistici del Paese.

"In Birmania la pianta da cui si estrae la resina per la laccatura è la Gluta usitata, un albero diffuso in molte zone del Sud-est asiatico. Sebbene questa vernice possa essere usata come rivestimento su qualsiasi tipo di materiale (metallo, legno, cuoio, etc.), per quanto riguarda i contenitori – forse i più noti tra gli oggetti laccati birmani – essi sono realizzati prevalentemente in bambù. Il documentario girato nell'ottobre del 1995 nella bottega Htun di Pagan per volere dell'esperto collezionista Ralph Isaacs (che ha donato la sua superba raccolta di lacche birmane al British Museum di Londra, dove si è svolta nel 2000 l’eccezionale mostra Visions from the Golden Land. Burma and the art of lacquer) ha chiarito tutti i numerosi passaggi grazie ai quali gli artigiani birmani, utilizzando resina naturale e sottili strisce di bambù, tuttora riescono a realizzare manufatti laccati di grandissima qualità e di indiscutibile pregio artistico" scrive il sito web www.florencenumbernine.com, in cui potete trovare ottime informazioni sulle lacche birmane. Se volete approfondire la vostra conoscenza sulle tecniche artigianali utilizzate per realizzare le lacche birmane, su www.minube.it c'è il bel racconto di una visita a una fabbrica delle lacche a Bagan, con una spiegazione delle tecniche utilizzate per la laccatura.

La mostra al MAO è stata realizzata grazie al finanziamento della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, che intende far conoscere queste preziose tecniche artigianali e i loro prodotti, unici al mondo.

Il MAO è in via San Domenico 11 ed è aperto sia sabato che domenica dalle ore 10 alle 18; il biglietto costa 10 euro, ridotto 8 euro; il sito web è www.maotorino.it.


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