Tre visite tematiche a Villa della Regina

Tre visite tematiche a Villa della Regina con Federico Fontana, direttore dei lavori di restauro che hanno riportato a nuova vita questa residenza sabauda adagiata sulla collina e con vista invidiabile su Torino. Un'occasione speciale per scoprire come sono stati valorizzati non solo l'edificio, ma anche il parco, i giardini, la vigna, i padiglioni barocchi. L'architetto Fontana, spiega il comunicato stampa, "conduce i visitatori alla scoperta dei giardini e del parco focalizzando l’attenzione sugli aspetti peculiari dell'intero complesso: la composizione e il significato simbolico del Teatro delle acque, che si sviluppa dallo spazio semicircolare del Cortile d'onore, o Esedra, fino al Belvedere Superiore; la destinazione agricola di parte del parco della Villa, analizzandone gli usi originari e attuali attraverso curiosità storiche e botaniche; le trasformazioni del complesso avvenute nel corso dell'Ottocento, dopo l'occupazione francese, per arriva

Quando è stata demolita la Galleria Nazionale, in via Roma

Quando via Roma era ancora la via stretta e seicentesca progettata da Carlo di Castellamonte per il duca Carlo Emanuele I, conservava alcune chicche architettoniche, di cui non è rimasta traccia.

Nell'isolato compreso tra la via e le attuali via XX settembre, via Amendola, via Buozzi, sorgeva la Galleria Nazionale. Alta, spaziosa e ariosa, con un'elegante copertura in vetro e ferro, ricordava le omologhe gallerie parigine, come, del resto, fanno le attuali gallerie torinesi (entrare nella Galleria Subalpina non fa sentire, forse, un po' a Parigi?). Al suo interno si trovava anche uno dei più popolari cinematografi torinesi e c'erano numerose attività commerciali.

Per la costruzione della nuova via Roma, si abbatterono gli isolati limitrofi, che furono costruiti ex novo. Non si salvò nessun edificio, a parte le due chiese e i palazzi castellamontiani di piazza San Carlo. Non ci fu alcun tentativo di salvare almeno in parte gli edifici più significativi: non lo permettevano il regime, impegnato a costruire una nuova era, né la sensibilità di quell'epoca.

Tra le vittime più illustri ci fu la Galleria Nazionale, di cui rimangono poche immagini. Le trovate in quel magnifico scrigno che è Torino Sparita, nel forum skyscraper.com (benedetti siano i forumer, che non si stancano di cercare e condividere). Mi hanno colpito particolarmente le foto dell'abbattimento della Galleria: fino agli ultimi istanti non ha perso maestosità ed eleganza. Cosa ci siamo persi.




Commenti

  1. Avendo demolito gli isolati a destra e sinistra della vecchia Via Roma non si poteva logicamente evitare la demolizione della Galleria Nazionale. La nuova via Roma ebbe la larghezza che ha, perchè essa è lo spazio tra le due chiese di San Carlo e Santa Cristina. Il Regime e la sensibilità dell'epoca c'entrano poco...

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    1. Il problema era che quei palazzi seicenteschi di via roma erano angusti e la gente ci viveva in modo promiscuo. Spesso scoppiavano epidemie in quella parte di città.
      Ho letto in un altro forum che durante la visita dei capi di stato esteri che arrivavano da porta nuova, si preferiva transitare il corteo reale di benvenuto sul lungo Po piuttosto che intraprendere la vecchia via Roma.

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  2. Infatti non si doveva demolire nulla e lasciare tutto così com'era invece di agire come pazzi esaltati.

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