La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Le prime idee di Roy Lichtenstein alla GAM di Torino

La Settimana dell'Arte è un'ottima occasione per visitare anche una delle più importanti mostre in corso a Torino in questa stagione, Roy Lichtenstein – Opera prima. Alla Galleria d'Arte Moderna, in via Magenta 31, sono esposte, per la prima volta in Italia, 235 opere del maestro della Pop Art. Si tratta di opere su carta o grandi dipinti provenienti dalla Roy Lichtestein Foundation o prestati da Musei come il National Gallery di Washington, il Museum of Modern Art e il Whitney Museum di New York, l'Art Institute di Chicago.

La particolarità della mostra torinese è che si concentra sulle Prime idee, cioè su quelle che sono state le fonti di ispirazione di opere diventate poi i capolavori amati in tutto il mondo. "Il progetto curatoriale indaga sia il lato linguistico delle variazioni stilistiche del processo creativo dell'opera su carta, sia l'incredibile mondo letterario che alimenta l'immagine di Lichtenstein, il suo modello narrativo fatto di sorprendenti sovrapposizioni di racconti e immagini" spiegano alla GAM. Considerato uno dei più importanti artisti statunitensi del Novecento, Lichtenstein salì alla ribalta negli anni 50, con le sue prime mostre, ma fu negli anni 60, con i personaggi dei fumetti riprodotti con le tecniche puntinate prese dai mass media, che ottenne il riconoscimento internazionale; il suo stile divenne inconfondibile grazie all'uso del Benday, il retinato tipico dei fumetti, nei suoi lavori. Fu una fusione di linguaggi, tecniche e stili che lo rese popolare in tutto il mondo. Nei decenni successivi utilizzò le sue tecniche anche nelle riproduzioni prese dalla storia dell'arte e dall'architettura. Gli anni 90 lo colsero impegnato nelle indagini su "illusionismo, serializzazione e stilizzazione" e gli portarono la Medaglia Nazionale delle Arti, una delle onorificenze più importanti degli Stati Uniti.

Una delle chicche della mostra sono le fotografie, che mostrano Lichtenstein al lavoro: si entra così nella parte più intima e più privata della sua vita di artista, laddove la sua opera prende corpo e l'idea diventa oggetto concreto. In questo modo si assiste a tutto il processo creativo. E' un'occasione davvero unica: i lavori di Lichtenstein sono stati esposti in poche mostre e le sue fotografie private si vedono ancora meno.

Seguendo l'onda pop della mostra, la GAM ha aperto una bacheca in cui vengono pubblicate tutte le immagini riguardanti la mostra, ispirate alla Pop Art e postate su Instagram con l'hashtag #followthepop.

La mostra alla GAM è aperta fino al 25 gennaio 2015; gli orari di apertura sono da martedì a domenica dalle 10 alle 18, il giovedì dalle 10 fino alle 22.30, lunedì chiuso. Il biglietto d'ingresso alla mostra costa 12 euro, ridotto 9 (il biglietto GAM+mostra costa 16 euro, ridotto 12). Il sito web della GAM è www.gamtorino.it


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