Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quando in piazza Statuto non c'era la torre di corso Francia

Piazza Statuto da una prospettiva insolita, con lo sguardo verso corso Francia e via Cibrario e non, come al solito, verso via Garibaldi, guidato dai palazzi ottocenteschi in rosso e giallo.

Verso il centro storico, piazza Statuto ha l'aspetto della classica piazza aulica d'ingresso a Torino: ha la stessa impronta di piazza Vittorio Veneto e piazza Carlo Felice, anche loro ottocentesche. Ma, a loro differenza, piazza Statuto non risulta 'chiusa' verso l'esterno: piazza Carlo Felice, che introduce a via Roma, è 'chiusa' dalla facciata imponente della Stazione di Porta Nuova; piazza Vittorio Veneto, che 'accompagna' verso via Po, è 'chiusa' dal Po, che 'stacca' e apre poi al grandioso scenario naturale della collina. Piazza Statuto no. Non ha alcun edificio che la chiuda, che 'stacchi' e dia vita a un altro quartiere. Davanti a lei, ci sono tre delle più importanti vie della Torino occidentale: corso Francia, via Cibrario e via San Donato e il rapporto tra la piazza e le tre vie che portano verso le Alpi non è mai stato sistemato in modo definitivo e convincente, anche a causa della gestione del traffico automobilistico, da convogliare nelle varie vie. Non sono stati sufficienti i giardini della piazza, le rotonde e la 'barriera' oggi costituita dalle numerose fermate di autobus immerse nel verde.

In passato, almeno, gli edifici che dalle tre vie guardavano verso la piazza, avevano un'altezza simile e non rubavano tutta la scena. Poi, dopo la guerra, al posto della stazione della linea tramviaria Torino-Rivoli, è stata costruita la torre tra la piazza e corso Francia, che fa un po' l'effetto della Torre Littoria in piazza Castello: non sarebbe neanche brutta, essendo chiara espressione di un periodo storico, ma non c'entra niente con il contesto. Quante volte, passando per piazza Statuto, abbiamo finito con il guardare verso la torre chiedendoci il perché della sua presenza, il senso della sua costruzione proprio lì? Mentre la sistemazione finale del passante ferroviario dovrebbe prima o poi permettere anche una definizione finale anche di piazza Statuto, ecco com'era vari decenni fa, quando non c'era la torre.

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