Lungo i Sentieri dei Frescanti, gli affreschi e i tesori d'arte più antichi del Roero

Un'estate che non invita i più prudenti ai viaggi all'estero quanto alla (ri)scoperta del proprio territorio. E tra le cose da scoprire alle porte di Torino, ci sono i Sentieri dei Frescanti, che si sviluppano nel Roero e che per tutta l'estate aprono le porte di piccole chiese, cappelle e santuari che punteggiano le colline tra Alba e Asti, a circa un'ora di macchina dal capoluogo piemontese. È un circuito davvero affascinante, che svela la storia millenaria e le culture di un'area famosa per la bellezza del suo paesaggio e la ricchezza della sua enogastronomia. Affreschi nella Cappella di San Servasio a Castellinaldo d'Alba (sin) il Santuario della Madonna di Tavoletto, a Sommariva Perno (des) Mi piace come il comunicato stampa descrive questa ricchezza storica e culturale, un vero affresco di genti: i Sentieri dei Frescanti "si snodano infatti attraverso castelli, chiese cittadine, cappelle campestri, un tempo asilo e protezione per i pellegrini che p

Nell'Armeria Reale di Torino, le armi e l'orgoglio dei Savoia

L'Armeria Reale è una delle più importanti testimonianze torinesi della passione dei Savoia per il collezionismo, così come la Galleria Sabauda e il Museo d'Antichità, anch'essi appartenenti al Polo Reale. Anche questo Museo è stato fondato da re Carlo Alberto, un sovrano ampiamente da rivalutare, soprattutto dal punto di vista culturale.

L'idea del Museo è nata quando la Galleria Beaumont, è stata svuotata, per dare vita alla Regia Pinacoteca, poi Galleria Sabauda, a Palazzo Madama. La grande sala rimasta vuota e, dotata di insuperabile fascino scenografico, ha iniziato a ospitare le armi antiche conservate nelle varie residenze dei Savoia, inventariate mano a mano. Qui è arrivata anche la collezione del milanese Alessandro Sanquirico, acquistata da Carlo Alberto, instancabile collezionista di quadri, armi e cultura. Nel 1837, il re decide di aprire la Galleria al pubblico e, nel corso del tempo, l'Armeria arricchisce la sua collezione con nuovi fondi e raccolte, appartenenti a Umberto I e Vittorio Emanuele III.

L'Armeria Reale si presenta come una lunga e luminosa galleria, fiancheggiata da alcune delle più belle armature antiche e alcuni dei più orgogliosi cavalli imbalsamati, anch'essi debitamente bardati, che si siano mai visti. Arrivando dalla raffinata Sala delle Lacche Cinesi del Palazzo Reale, il colpo d'occhio è spettacolare e un ohh di ammirazione è inevitabile. L'allestimento delle armature e delle armi, le sontuose decorazioni settecentesche della sala, il grande fascino della Galleria Beaumont, sono un unicum che vale la visita anche per i non appassionati di armi, cavalieri e guerre. Il Museo termina nella cosiddetta Rotonda, la sala che un tempo serviva come punto di snodo, per unire il Palazzo Reale a Palazzo Madama e alla manica adesso occupata dalla Prefettura. Nel 1842, Carlo Alberto affidò a Pelagio Pelagi la ristrutturazione della Rotonda e questi la trasformò in un'elegante sala con le vetrine sormontate da un ballatoio, su cui ci sono gli spazi per i libri; l'intento è "conservare nelle vetrine gli oggetti (armi, trofei e modelli) e nel ballatoio i libri destinati ad istruire i quadri dell’esercito sardo, per la creazione di un museo didattico strettamente collegato anche alla biblioteca che veniva a costituirsi proprio negli stessi anni nel vasto locale posto sotto la Galleria Beaumont" spiega il sito web del Polo Reale. La Rotonda si affaccia su piazza Castello e sulla Storia: dal balcone sulla piazza, infatti, la Famiglia Reale usava salutare la folla e da qui Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria, iniziando la Prima Guerra d'Indipendenza.

Al di là del fascino dell'allestimento e delle sale che la ospitano, l'Armeria Reale conserva cimeli di grande valore storico. Ci sono un'armatura di gala del duca Emanuele Filiberto, il tricolore della guerra di Crimea, le armi del Risorgimento, le bandiere delle guerre d'Africa. Conta su ben 4929 pezzi e 250 bandiere: è uno dei Musei d'Armi più ricchi del mondo.

Quanto l'Armeria Reale fosse importante per i Savoia, anche da un punto di vista sentimentale, è testimoniato anche da una lettera, scritta da Vittorio Emanuele II al Ministro della Real Casa nel 1859, poco prima della guerra contro gli Austriaci: "Nella mia assenza vi affido tutto quello che ho di più caro e prezioso: i miei figli, la mia casa. Se sarò ucciso, ponete al sicuro la mia famiglia e ascoltate bene questo: vi sono al Museo delle armi quattro bandiere austriache prese dalle nostre truppe nella campagna del 1848 e lì deposte da mio padre. Questi sono i trofei della sua gloria. Abbandonate tutto, al bisogno, valore, gioie, archivi, collezioni, tutto ciò che contiene questo palazzo, ma mettete in salvo quelle bandiere. Che io le ritrovi intatte e salve, come i miei figli. Ecco tutto quello che vi chiedo, il resto è niente". Servono altre parole?

L'Armeria Reale appartiene al Polo Reale, è aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 9 alle 18.30; chiusa il lunedì; orario prolungato alle 21.30 il venerdì. Il biglietto costa 12 euro ed è unico per tutto il Polo Reale (dà, cioè, diritto a entrare non solo nell'Armeria Reale, ma anche a Palazzo Reale, alla Galleria Sabauda e al Museo d'Antichità), ridotto 6 euro, gratuito per minori di 18 anni e possessori dell'Abbonamento Musei e della Torino+Piemonte Card. Tutte le informazioni sul sito web del Polo Reale, www.armeriareale.beniculturali.it.


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