Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Gli spazi sospesi del paesaggio industriale, in mostra a Torino

Quel momento in cui le grandi fabbriche sono abbandonate, in attesa di riconversione o di demolizione. E' un momento drammatico, per tutte le vite che lì sono passate, per la pagina che viene voltata, ma è anche carico di poesia e di opportunità, come possiamo vedere anche a Torino. E' un momento che la pittrice ligure Cecilia Ravera Oneto ha immortalato in molti suoi quadri: durante la Seconda Guerra Mondiale, il lavoro di disegnatrice alle Officine Ansaldo di Genova le permise di avvicinarsi alle tematiche del paesaggio industriale e, per tutti gli anni 50 e 60, le strutture dell'Italsider e delle fabbriche furono parte essenziale del suo lavoro. In quegli anni, le grandi città del nord divennero capitali industriali, trasformando inevitabilmente, e irrimediabilmente, il loro paesaggio. Ravera Oneto ne fu affascinata, descrivendo non solo il cambiamento repentino del paesaggio, ma anche i protagonisti di quel cambiamento: i capannoni, i gasometri, le raffinerie, un mondo nuovo e inaspettato, che cambiava paesaggio, vite, abitudini.

Per rendere omaggio a questo suo lavoro, alle trasformazioni delle grandi città e agli interrogativi che il mutamento del paesaggio pone, la Sala Mostre Regione Piemonte, in piazza Castello 165, ospiterà la mostra Spazi sospesi 2. Artisti a confronto con l'opera di Cecilia Ravera Oneto. Dodici artisti proporranno la loro visione dell'archeologia industriale, in rapporto con il paesaggio che la presenza delle industrie e dell'azione umana ha mutato. Sono spazi sospesi, abbandonati, senza più una funzione e un'identità, sono la testimonianza concreta del cambiamento delle nostre vite e delle nostre società; sono anche spazi che ci ammoniscono, perché sono in attesa di un futuro, che può essere la demolizione, ma anche una ristrutturazione e un nuovo uso, magari culturale o ludico (e a Torino ci sono tanti esempi di entrambe le opzioni). Probabilmente non ci potrebbe essere città più adatta di Torino a questo confronto artistico sull'archeologia industriale, proprio per i numerosi esempi di riconversione post industriale che offre, dal Lingotto al Parco Dora, dal Museo Ettore Fico alla Fondazione Sandretto fino a Eataly, per citare alcuni dei modelli più noti.

Gli artisti che presenteranno i loro lavori sono Elvira Sanchéz, Valentina Bassetti, Elena Tortia, Guo Liang, Wang Peng, Zhao Li, Maria Rebecca Ballestra, Cesare Bignotti e Fabio Niccolini e i vincitori dell'ultima edizione del Premio Cecilia Ravera Oneto Resaldo Ajazi, Mihail Valentinov Ivanov e Zlatolin Donchev. Ci saranno anche lavori inediti di Cecilia Ravera Oneto provenienti da collezioni pubbliche, (Museo dell’Accademia Ligustica, Genova) e private (Fondazione Carige, Genova; Confindustria, Genova).

La mostra sarà inaugurata il 5 marzo 2015 alle 17.30, alla presenza dei curatori Leo Lecci, Monica Saccomandi e Laura Valle, Marina Ravera Gennari, presidente dell'Associazione culturale Cecilia Ravera Oneto, il Presidente dell'Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri e il direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti Salvo Bitonti, la storica dell’arte Colette Bozzo Dufour e la storica dell’archeologia industriale Giovanna Rosso Del Brenna. Sarà aperta fino al 18 marzo 2015, tutti i giorni, dalle ore 11 alle 19; l'ingresso è libero.

Le fotografie dal sito dell'Associazione Pentesilea, www.pentesilea.org, partner culturale della mostra. 


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