Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Le Merende Reali del 700 e dell'800 nei caffè torinesi, da marzo!

Per tutti i weekend dell'anno [AGGIORNAMENTO l'iniziativa prosegue anche per tutti i weekend del 2017], torneranno a Torino le Merende Reali. Si ispirano ai riti della Torino del passato, quando, prima a corte e nei palazzi aristocratici e, poi nei caffè cittadini, si usava bere la cioccolata insieme ai pasticcini inventati dalla creatività sabauda. Perché, bisogna averlo chiaro, nel Settecento e nell'Ottocento Torino era una delle capitali del gusto più apprezzate in Europa. La città aveva già inventato i cioccolatini (mai, prima delle invenzioni torinesi, si era pensato di consumare la cioccolata in versione solida!) e il bicerin, una bevanda di cioccolata, caffè e fior di latte ancora oggi apprezzatissima. Ed era inimmaginabile fare la merenda senza accompagnare la cioccolata, che gli aristocratici bevevano in grandi quantità, con la pasticceria appositamente inventata.

Il rito settecentesco accompagnava la cioccolata con dolci come i torcetti, gli amaretti, le meringhe, i baci di dama, il diablottino, padre dei cioccolatini moderni, i savoiardi. L'Ottocento vide l'ascesa della borghesia e l'ampia diffusione dei caffè: spesso, tornando da Messa, dopo il digiuno dalla mezzanotte, imposto per fare la Comunione, anche le signore si fermavano nei bar per fare la colazione e ordinavano un bicerin, accompagnato da un dolce da bagnare. Il bicerin si consumava fino alle 12, poi, dalle 2 del pomeriggio, iniziava l'ora della merenda, cioè, delle tazze di cioccolata da accompagnare con i vari dolci bagnati.

Merende Reali riprende questa tradizione sabauda grazie ad alcuni storici caffè torinesi e alle caffetterie presenti in alcune residenze reali.

[AGGIORNAMENTO dei locali aderenti all'iniziativa nel 2017] Il Caffè Reale (all'interno di Palazzo Reale), la Caffetteria del Castello di Rivoli e il Caffè Madama (all'interno di Palazzo Madama, a cui si accede dopo aver pagato il biglietto al Museo), propongono la Merenda Reale del 700. Si potranno così gustare una cioccolata calda servita con i bagnati (paste savoiarde, canestrelli, torcetti, amaretti, pazientino, confortino, eporediesi al cacao, anisini, ventaglio di pasta sfoglia, meringhetta, baci di dama, novaresi) e un piattino con torroncini e cioccolatini di semplice fondente, chiamati diablottini. Il prezzo della Merenda Reale, che potrà essere consumata a qualunque ora, e non solo nei tradizionali orari della merenda, è di 10 euro.

Il Caffè Elena (piazza Vittorio Veneto 5), la Gelateria Pepino (piazza Carignano 8), il Caffè San Carlo (piazza San Carlo 156), la Torrefazione Moderna (via Corte d'Appello 2) preparano la Merenda Reale dell'800. Si potrà consumare un bicerin accompagnato da bagnati (chifel, foré, bicciolano, brioss, parisien, democratic, biscotto Garibaldi e garibaldino) e con un piattino con noaset di Chivasso e altre specialità al cioccolato come i gianduiotti. Il prezzo della Merenda Reale dell'Ottocento è di 12 euro e anch'essa potrà essere consumata a qualunque ora.

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