I colori e i profumi di Flor ai Giardini Reali. E anche la mostra i Fiori del Re

Dopo aver sperimentato con successo igiardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi per l'edizione autunnale, Flor sbarca per la bella stagione nei Giardini Reali. Dal 27 al 29 maggio 2022, dalle ore 9 alle 20, oltre 100 florovivaisti provenienti da tutt'Italia presenteranno le loro proposte per l'estate in arrivo, affiancati da artigiani, ceramisti e agricoltori che aiuteranno ad abbellire giardini e balconi con elementi d'arredo, consigli e nuove idee. Tra i florovivaisti presenti, anche rappresentanti da Slovenia e Olanda, a dare un tocco internazionale a una manifestazione che si arricchisce a ogni edizione. "Infinite varietà di rose, orchidee, iris, ortensie, arbusti da fiore, piante aromatiche e da frutto. Ma anche piante succulente e carnivore, orchidee, tillandsie, piante acquatiche, rampicanti e tropicali, da secco e da sole intenso, da ombra, bonsai, fioriture annuali, bulbose e graminacee" elenca il comunicato stampa tra le proposte che si tro

Quando a San Salvario c'era la chiesa del Cenacolo

Delle eleganti palazzine affacciate su corso Massimo d'Azeglio, davanti al Parco del Valentino, si è scritto tempo fa su Rotta su Torino. All'angolo tra corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo d'Azeglio c'era uno dei pochi in stile Tudor della città (un altro edificio in questo stile era la Kursaal Durio, appartenente all'omonimo birrificio); era il Convento delle Dame del Cenacolo, trasferito in collina qualche decennio fa. A poca distanza, nello stesso isolato e affacciata nello stesso giardino, c'era la chiesa del convento, chiamata la Chiesa del Cenacolo. Di gusto eclettico, con qualche rimando al neo-gotico, che ebbe molto successo nella San Salvario dell'Ottocento, in linea, in fondo, con lo stile Tudor del convento di riferimento, la chiesa fu abbattuta alla fine degli anni '50, nell'ambito di una speculazione immobiliare che portò alla demolizione di molte delle villette di corso Massimo d'Azeglio e alla costruzione dei moderni condomini, che guardano adesso il Parco del Valentino, fino a corso Marconi.

Per cercare di salvare alcune delle piante secolari del giardino del Convento, l'edificio che prese il suo posto, disegnato dall'architetto Domenico Morelli, ebbe una curiosa forma ad angolo ottuso. Come unica testimonianza di quella stagione di eleganti palazzine e verde, rimane, nell'isolato seguente, all'angolo tra corso Massimo d'Azeglio e via Pio V, un delizioso edificio in stile eclettico, dotato di un piccolo giardino, affacciato sul corso e, in fondo, sul Parco.

Commenti

  1. Quanti bei ricordi della mia prima comunione e cresima, ora mi piacerebbe sapere dove ritrovare l'immobile per andare a vederlo

    RispondiElimina
  2. Come per il Cremlino ci sono progetti originali presso il comune abbattere il frutto della speculazione come fatto per i cavalcavia (malamente),di Corso Grosseto e possibile appunto abbattere i nostri edilizi che si affacciano su corso Massimo e riproporre il buon gusto delle ville neoclassiche e Tudor volere è potere...

    RispondiElimina

Posta un commento