Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quando a San Salvario c'era la chiesa del Cenacolo

Delle eleganti palazzine affacciate su corso Massimo d'Azeglio, davanti al Parco del Valentino, si è scritto tempo fa su Rotta su Torino. All'angolo tra corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo d'Azeglio c'era uno dei pochi in stile Tudor della città (un altro edificio in questo stile era la Kursaal Durio, appartenente all'omonimo birrificio); era il Convento delle Dame del Cenacolo, trasferito in collina qualche decennio fa. A poca distanza, nello stesso isolato e affacciata nello stesso giardino, c'era la chiesa del convento, chiamata la Chiesa del Cenacolo. Di gusto eclettico, con qualche rimando al neo-gotico, che ebbe molto successo nella San Salvario dell'Ottocento, in linea, in fondo, con lo stile Tudor del convento di riferimento, la chiesa fu abbattuta alla fine degli anni '50, nell'ambito di una speculazione immobiliare che portò alla demolizione di molte delle villette di corso Massimo d'Azeglio e alla costruzione dei moderni condomini, che guardano adesso il Parco del Valentino, fino a corso Marconi.

Per cercare di salvare alcune delle piante secolari del giardino del Convento, l'edificio che prese il suo posto, disegnato dall'architetto Domenico Morelli, ebbe una curiosa forma ad angolo ottuso. Come unica testimonianza di quella stagione di eleganti palazzine e verde, rimane, nell'isolato seguente, all'angolo tra corso Massimo d'Azeglio e via Pio V, un delizioso edificio in stile eclettico, dotato di un piccolo giardino, affacciato sul corso e, in fondo, sul Parco.

Commenti

  1. Quanti bei ricordi della mia prima comunione e cresima, ora mi piacerebbe sapere dove ritrovare l'immobile per andare a vederlo

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  2. Come per il Cremlino ci sono progetti originali presso il comune abbattere il frutto della speculazione come fatto per i cavalcavia (malamente),di Corso Grosseto e possibile appunto abbattere i nostri edilizi che si affacciano su corso Massimo e riproporre il buon gusto delle ville neoclassiche e Tudor volere è potere...

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