Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

5 aprile 1945, l'ultimo bombardamento su Torino

A guerra ormai finita, nel 1945, gli Alleati sottoposero le potenze prossime alla resa a pesanti bombardamenti, a volte del tutto inutili, date le condizioni dei Paesi, e sempre crudeli contro la popolazione civile. Pensiamo ai bombardamenti su Dresda e su Amburgo, che, nel 1945, a poche settimane dalla fine della guerra, devastarono le due città tedesche, o al bombardamento più terribile di tutti, quello su Hiroshima e Nagasaki, con la bomba atomica, che, ad agosto 1945, costrinse il Giappone alla resa.

Anche a Torino ci furono bombardamenti ormai inutili, a poche settimane dal 25 aprile. Aprile porta con sé anniversari dolorosi, legati alla Seconda Guerra Mondiale e alla Resistenza, si diceva pochi giorni fa, ed ecco un'altra data molto dura, per Torino. L'ultimo bombardamento sulla città fu il 5 aprile 1945, poco dopo le 13. L'esercito anglo-americano era già sbarcato nell'Italia meridionale e dalle sue basi sul Mediterraneo lanciava i suoi attacchi verso le città del Nord, ancora occupate dai nazi-fascisti; sorvolando il mare, gli aerei potevano arrivare sulla Liguria e sul Piemonte quasi inavvertiti, lasciando poco preavviso alla popolazione. Il 5 aprile 1945 fu l'aviazione americana a bombardare Torino. L'obiettivo era lo scalo Smistamento di Torino, nella zona meridionale della città; in precedenza gli Alleati avevano colpito il Lingotto, l'asse di via Po, le caserme, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e di morte.

Con l'ultimo bombardamento, avvenuto 70 anni fa a oggi, furono sganciate sulla città 135 bombe; in soli otto minuti ci furono 70 morti e 128 feriti. Qualcuno ha definito quest'ultimo bombardamento come una Dresda torinese, una definizione che mi è piaciuta, per il senso di inutilità e crudeltà che racconta. Casualmente il 70° anniversario di questo bombardamento coincide con la Pasqua cattolica, diventa così un'occasione per rivolgere il pensiero a tutti coloro che stanno trascorrendo la Pasqua sotto i bombardamenti o in situazioni di guerra. Il senso di inutilità della violenza e di impotenza davanti a una guerra l'ho sentito per la prima volta durante l'assedio di Sarajevo, negli anni 90. Non è cambiato niente da allora, non penso che cambierà durante la civiltà umana, un pensiero carico di humanitas alle vittime di tutte le guerre.


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