A pranzo da Piada Tosta, ambiente dinamico, insalate leggere e saporite

Una giornata calda di fine maggio e un pranzo con la sorella, da fare al volo. Siamo nella zona di riferimento della sorella e quindi è lei che guida e decide dove andare a mangiare, finiamo così da Piada Tosta, che mi piace e mi convince sin dal ciao. In via Sant'Antonio da Padova 14/b, il locale è piccolo, ma accattivante, propone lunghi tavoli con sgabelli, tavolini da 4 e anche da 2; tutto parla di green e di riciclo. La decorazione, così come i contenitori delle bottigliette dei condimenti, per esempio, sono realizzati con i tubi di cartone che contenevano i lucidi dei progetti, arrivati dalla precedente vita del proprietario, un ingegnere che ha deciso di voltare pagina; in alto, una bicicletta appesa al soffitto, fa pensare a uno stile di vita sostenibile; le tasche posteriori dei jeans sono diventate tanti quadri che coprono allegramente una parete. L'ambiente introduce alla filosofia dei piatti, con ingredienti stagionali, ben abbinati e di qualità. Nella stagione f

5 aprile 1945, l'ultimo bombardamento su Torino

A guerra ormai finita, nel 1945, gli Alleati sottoposero le potenze prossime alla resa a pesanti bombardamenti, a volte del tutto inutili, date le condizioni dei Paesi, e sempre crudeli contro la popolazione civile. Pensiamo ai bombardamenti su Dresda e su Amburgo, che, nel 1945, a poche settimane dalla fine della guerra, devastarono le due città tedesche, o al bombardamento più terribile di tutti, quello su Hiroshima e Nagasaki, con la bomba atomica, che, ad agosto 1945, costrinse il Giappone alla resa.

Anche a Torino ci furono bombardamenti ormai inutili, a poche settimane dal 25 aprile. Aprile porta con sé anniversari dolorosi, legati alla Seconda Guerra Mondiale e alla Resistenza, si diceva pochi giorni fa, ed ecco un'altra data molto dura, per Torino. L'ultimo bombardamento sulla città fu il 5 aprile 1945, poco dopo le 13. L'esercito anglo-americano era già sbarcato nell'Italia meridionale e dalle sue basi sul Mediterraneo lanciava i suoi attacchi verso le città del Nord, ancora occupate dai nazi-fascisti; sorvolando il mare, gli aerei potevano arrivare sulla Liguria e sul Piemonte quasi inavvertiti, lasciando poco preavviso alla popolazione. Il 5 aprile 1945 fu l'aviazione americana a bombardare Torino. L'obiettivo era lo scalo Smistamento di Torino, nella zona meridionale della città; in precedenza gli Alleati avevano colpito il Lingotto, l'asse di via Po, le caserme, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e di morte.

Con l'ultimo bombardamento, avvenuto 70 anni fa a oggi, furono sganciate sulla città 135 bombe; in soli otto minuti ci furono 70 morti e 128 feriti. Qualcuno ha definito quest'ultimo bombardamento come una Dresda torinese, una definizione che mi è piaciuta, per il senso di inutilità e crudeltà che racconta. Casualmente il 70° anniversario di questo bombardamento coincide con la Pasqua cattolica, diventa così un'occasione per rivolgere il pensiero a tutti coloro che stanno trascorrendo la Pasqua sotto i bombardamenti o in situazioni di guerra. Il senso di inutilità della violenza e di impotenza davanti a una guerra l'ho sentito per la prima volta durante l'assedio di Sarajevo, negli anni 90. Non è cambiato niente da allora, non penso che cambierà durante la civiltà umana, un pensiero carico di humanitas alle vittime di tutte le guerre.


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