La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Beato Angelico al Museo Diocesano di Torino, con un'app interattiva

Tra i numerosi eventi che accompagnano l'Ostensione della Sindone (ho già segnalato la mostra La Sindone a Palazzo Reale e la possibilità di salire sul Campanile del Duomo, anche in quest'occasione), c'è la presenza del Compianto del Cristo morto di Beato Angelico, al Museo Diocesano di Torino, in piazza San Giovanni, nei sotterranei del Duomo. È uno dei dipinti più celebri del Beato Angelico: vi si vede Gesù morto, pianto dalla Madonna e da un gruppo a forte prevalenza femminile. Sullo sfondo ci sono le mura di Firenze con la Porta della Giustizia, da cui uscivano i condannati a morte; il quadro è stato dipinto da Beato Angelico per la Compagnia della Santa Croce, che assisteva cristianamente i condannati a morte, ed era una delle ultime cose che i condannati vedevano prima di essere giustiziati. Le guide del Museo Diocesano fanno notare come il corpo di Gesù sia stato deposto e i chiodi siano ancora conficcati nella grande Croce che occupa il centro della scena, a ricordare il supplizio della Passione e a invitare alla riflessione. La parte inferiore del quadro riporta come un'onda senza colore: è il segno dell'alluvione di Firenze del 1966, che ha danneggiato i colori e che rimane nel ricordo, con quel segno incolore.

La presenza del quadro di Beato Angelico e della Sindone nel Duomo stabilisce belle suggestioni: al livello superiore dell'edificio religioso, il Sacro Lenzuolo in cui il Cristo è stato avvolto, secondo la tradizione, sotto, esattamente sotto, uno dei quadri più belli della Deposizione del corpo di Gesù. C'è come un legame silenzioso tra la Sindone e il quadro, con lo stesso senso del raccoglimento. E, volendo, si potrebbe riflettere, ancora una volta, sul senso delle condanne a morte, che provocano ulteriore dolore e non portano Giustizia.

Il dipinto di Beato Angelico è inserito nel percorso museale, è al suo inizio, protetto da una teca e arricchito da numerose informazioni; è l'inizio, bello e potente, di un percorso tutto sotterraneo, tra sculture, arredamenti sacri, dipinti, posti in un allestimento davvero suggestivo, tra i resti romani delle prime basiliche cristiane (non dimentichiamo che siamo a pochi passi dal Teatro Romano, accanto alla Torre Campanaria del Duomo, e dalla Porta Palatina) e le luci soffuse, dirette sui reperti in mostra.

L'esposizione torinese del quadro è promossa, oltre che dal Museo Diocesano, anche dalla Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino e dall'Associazione Sant'Anselmo. Per esplorare il quadro, c'è anche una app, disponibile sia per Apple che per Android; costa 0.99 euro, è stata realizzata dalla start up Heritage e, spiega Pietro Tosco uno dei suoi autori, "offre la possibilità di cogliere in maniera innovativa tutta la ricchezza dei significati che 'vivono' nel quadro, facendoli scoprire direttamente agli utenti". Gli utenti possono navigare nel dipinto, scoprendo i personaggi che circondano Gesù morto, le loro storie, la luce e i colori, il contesto culturale del quadro. All'interno dell'app, c'è anche un'audioguida, con il commento di monsignor Timothy Verdon, Direttore del Museo del Duomo di Firenze e curatore della mostra. Per il piccolo Museo Diocesano torinese, un motivo d'orgoglio: è tra i primi in Italia a sperimentare una nuova tecnologia di interazione con il pubblico: "L’App è collegata a dei sensori posizionati lungo il percorso che guideranno i pellegrini dalla Sindone, al Museo, fino al quadro, indicando loro la sezione dell’applicazione più utile in quel momento. Così chi è in coda riceverà una notifica con i primi accenni dell'opera, chi è davanti al quadro sarà invitato ad ascoltare l'audioguida".

Il Compianto sul Cristo morto sarà esposto al Museo Diocesano fino al 30 giugno 2015, l'orario di apertura è tutti i giorni dalle 10 alle 18.30; il biglietto costa 4 euro, gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei, Tutte le info, sul sito www.museodiocesanotorino.it, in cui c'è anche la possibilità di acquistare il biglietto online.


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