Parigi era viva, che bella mostra al Museo Accorsi-Ometto!

Al Museo Accorsi-Ometto, che si visita sempre meno di quanto si dovrebbe, ha appena aperto una mostra che è una delle belle sorprese dell'autunno torinese. Si intitola Parigi era viva  e offre un bel percorso nella pittura di Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Filippo de Pisis, René Paresce, Gino Severini, Mario Tozzi ovvero degli Italiens de Paris , che tra il 1928 e il 1933 hanno indicato la direzione della pittura italiana del Novecento. Curioso pensare che sia stata Parigi a cambiare il destino della pittura italiana novecentesca, ma cosa non ha fatto e quali influenze non ha esercitato la capitale francese nella prima parte del XX secolo sulla cultura europea? I sette italiani erano arrivati a Parigi in tempi diversi, ma in qualche modo si incrociarono proprio in quel quinquennio che la mostra torinese indaga, restituendo, come racconta il comunicato stampa, "il clima artistico, propositivo, dialogante e provocatorio, di un crocevia spazio-tempora

La strage del Pian del Lot, rappresaglia nazista a Torino

I primi giorni di aprile ricordano date davvero dolorose per la storia di Torino, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il primo triste anniversario si celebra proprio oggi: il 2 aprile 1944 i nazisti uccisero per rappresaglia 27 innocenti, sul Pian del Lot. Lo schema usato dai nazisti ricorda quello della strage delle Fosse Ardeatine, a Roma. Il 30 marzo 1944 un partigiano uccise l'ufficiale tedesco Walter Wohlfahrt, sul ponte Re Umberto I. I nazisti impiegarono solo un paio di giorni per mettere in atto la loro sanguinosa rappresaglia. Il 2 aprile prelevarono 27 persone, rastrellate precedentemente nelle valli alpine, e le portarono in una radura della collina torinese, il Pian del Lot, dove le fucilarono in gruppi di quattro. Il Pian del Lot non fu scelto a caso: Wohlfahrt era un caporale della contraerea tedesca, collocata nei pressi di questa radura; dunque, gli italiani furono vittime sacrificali, in una sorta di rito barbarico, per ricordare l'ufficiale nazista assassinato. La fossa davanti alla quale gli italiani furono uccisi, fu coperta poi da alcuni prigionieri, nonostante alcuni fucilati fossero ancora vivi.


Sulla strage del Pian del Lot i nazisti cercarono di far cadere il silenzio, complice anche la stampa fascista, che cercò di ridimensionare l'evento, parlando di delinquenti comuni; ai familiari che cercavano notizie, i tedeschi dissero che erano stati mandati in Germania a lavorare.

Poi, dopo la guerra, la scoperta della tragica verità: la fossa fu aperta e furono identificate quasi tutte le vittime (all'appello mancano i nomi di quattro persone). Due anni dopo, il 24 novembre 1946, venne eretto un monumento, che il 2 aprile 1949, in occasione del quinto anniversario del crimine nazista, venne donato a Torino. La stele, realizzata con granito e tubi in ferro, testimonia ancora oggi la strage ed è meta, ogni 2 aprile, del pellegrinaggio di chi mantiene viva la memoria della violenza nazista e delle sue vittime.

Il Pian del Lot si trova in Strada Comunale San Vito, ai piedi del Parco della Rimembranza, salendo verso il Colle della Maddalena; lo si può raggiungere anche con i trasporti pubblici: l'autobus della linea 70, con capolinea in corso San Maurizio, all'angolo con via Bava, vi passa e ha una fermata nei pressi del monumento.


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