Da youtube, il video di Kirsten Dirsen sulla Pra di Brëc di QOS Studio, a Locana

Kirsten Dirsen è tornata nelle valli alpine torinesi, alla scoperta di antichi edifici di montagna rinati a nuova vita. Dopo la Baita di Studioata , presenta nel suo canale di youtube (1,7 milioni di iscritti!) un bel progetto di ristrutturazione, realizzato a Locana, a poche decine di km da Torino. Qui la famiglia Laboroi ha voluto trasformare l'antica casa-fienile, che appartiene loro da ben quattro generazioni, in una casa per le vacanze, chiamata Pra di Brëc. Il progetto è stato affidato all'astigiano QOS Studio. Come spiega a Kirsten Davide Querio, geometra dello studio, l'edificio è stato liberato dall'intonaco aggiunto qualche decennio fa, per lasciare a vista i bei muri in pietra. Una scelta che ha restituito identità all'intera struttura: nel video si mostra il "prima" e "dopo" e si può apprezzare quanto la casa fosse stata resa anonima dall'intonaco e quanto invece adesso abbia una personalità coerente con il paesaggio circosta

Il Tibet di Phil Borges alla Galleria d'Arte Paola Meliga

C'è tempo fino al 4 maggio 2015 per visitare la mostra Tibet's Portraits Culture on the Edge, che la Galleria d'Arte Paola Meliga, in via Maria Vittoria 46c dedica alle fotografie tibetane di Phil Borges. Statunitense, fotografo e regista, da oltre vent'anni Borges si dedica a raccontare le tribù indigene con le sue fotografie. "La sua è una fotografia tesa a dar voce a chi non ce l'ha, che ha come missione la rivalutazione delle culture che stanno via via scomparendo, mettendo l'accento sul loro valore e rappresentando le sfide che le attendono. Il suo lavoro cerca di rendere più comprensibili le tematiche riguardanti le popolazioni in via di sviluppo" spiega Paola Meliga nel comunicato stampa della mostra.

L'interesse di Borges per la cultura tibetana è nato nel 1994, durante un viaggio nel Tibet, in India e nel Nepal, dove è entrato in contatto con i tibetani dell'esilio e con quelli che, rimasti in patria, sopportano l'occupazione cinese. Le prime foto sono nate come testimonianza di quello che stava succedendo sugli altopiani asiatici e su come i tibetani cercavano di mantenere identità e cultura.

E' la seconda volta che espone i suoi lavori nella galleria torinese e questa volta porta immagini di paesaggi lirici dell'altopiano tibetano, denunciando come i cambi climatici stiano seccando i laghi e come il deserto stia riducendo le aree verdi; ci sono poi le scene di vita di donne al pascolo, di uomini davanti alle proprie tende, di credenti buddisti in preghiera. Tutti con il proprio nome perché, ha spiegato Borges, non si tratta di volti anonimi, ma di persone: "Voglio che lo spettatore veda queste persone come individui, che conosca i loro nomi e un po' della loro storia, non che le veda solamente come degli estranei che abitano terre lontane".

Dai suoi viaggi tibetani, Borges ha realizzato due libri, entrambi in vendita sul suo sito web, philborges.com, che merita una vista per le splendide foto che raccoglie.

La Galleria d'Arte Paola Meliga è aperta da mercoledì a sabato dalle 11 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, il martedì dalle 15.30 alle 19.30, lunedì e festivi chiuso; l'ingresso è libero.

Se amate il Tibet e la sua cultura millenaria, dopo aver visto questa mostra potete raggiungere la Biblioteca Nazionale, in piazza Carlo Alberto 3, dove è in corso Un trono tra le nuvole: 1876-1960 la storia moderna del Tibet raccontata attraverso l'autobiografia del XIV Dalai Lama .


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