I Lunedì Green dei Giardini Reali di Torino: le visite in esclusiva

Per tutta la stagione invernale, i Giardini Reali aprono le loro porte per le visite dei Lunedì Green , riservate ai possessori delle tessere solidali ideate per finanziare la loro manutenzione e la loro promozione e al pubblico. Le tessere sono di durata annuale e di quattro tipologie, dalla più economica Amic* del verde 10 euro alla più cara, Giardinier* del Re , 250 euro, in un crescendo di vantaggi per i loro possessori. Si acquistano al bookshop dei Musei Reali, contattando l'Ufficio Comunicazione e Promozione Museale all’indirizzo mr-to.sostienici@beniculturali.it  o in occasione di eventi promozionali. I Lunedì Green sono curati dallo staff dei Musei Reali e permetteranno di scoprire la storia e le stratificazioni dei Giardini Reali, con visite dedicate ogni volta a un settore specifico, per rivelarne storia, curiosità, botanica, cura, manutenzione. Si terranno alle ore 11 e alle 15 di ogni lunedì, dureranno 60 minuti e sono a prenotazione obbligatoria all'email

A Mirafiori Sud, la prima città giardino di Torino

Nei primi decenni del Novecento, anche Torino si invaghì delle garden cities di provenienza britannica. In Gran Bretagna si era affermata la costruzione di piccoli quartieri, satelliti delle grandi città, immersi nel verde, con piccoli giardini ed edifici di piccole dimensioni. Era una filosofia per l'epoca innovativa: lontano dalla pazza folla delle città imbruttite dall'industrializzazione, ma non così lontano da non godere dei vantaggi della vita urbana e, allo stesso tempo, dotate di giardini e spazi in cui esaltare la salubre vita all'aperto e la sua tranquillità. La prima città giardino di Torino fu costruita a Mirafiori Sud, negli anni 20. In quei decenni, Mirafiori Sud era davvero tutta campagna: lo stabilimento della Fiat era di là di venire e le attenzioni della grande fabbrica erano concentrate al Lingotto, dove stava per costruire il suo grandioso edificio fordista.

Tra le attuali via Biscaretti di Ruffia e via Monte Sei Busi, con via Plava come una sorta di asse centrale, furono costruite diciannove villette uni o bifamiliari, dotate di piccoli giardini e piccoli orti. Le realizzò l'Ente Nazionale della Città Giardino, nato per portare anche in Italia la filosofia britannica delle garden cities. Lo stile di queste case è elegante e gradevole, ispirato al liberty, che si era affermato a Torino nel decennio precedente: le cornici presentano motivi floreali e greche di ricordo classico, i balconi sono in ferro battuto, i portoncini sono incorniciati da reminiscenze di gusto classico.

Non tutte le diciannove villette realizzate negli anni 20 sono arrivate a noi. Negli anni 60, Mirafiori Sud fu scelto per le costruzioni popolari dell'emergenza abitativa causata dalle grandi emigrazioni dal nostro Sud. Furono demolite numerose villette, per costruire i grandi caseggiati che ancora oggi caratterizzano l'area, ma le sopravvissute possono essere ancora ammirate, tra via Plava e le sue vie trasversali. Molti edifici sono stati ristrutturati, presentano deliziosi colori pastello, che in alcuni casi sottolineano gli elementi architettonici; i giardinetti sono in genere curati, con grandi cespugli di ortensie e di rose, con piccoli alberi da frutta, che parlano di un relativo benessere e di una vita, che, nel suo piccolo, è rimasta fedele all'idea originaria di ritmi campestri nei pressi della grande città. Si passeggia tra queste stradine, lontane dal grande traffico di corso Unione Sovietica, si respirano quiete e pace, mentre, di tanto in tanto, tra le siepi e i tetti, fanno capolino i casermoni degli anni 60 e le Alpi.

Bello che ci siano ancora testimonianze di quel sogno che furono le garden cities, bello, di tanto in tanto, immergersi nelle mille anime di Mirafiori Sud, che smentiscono gli stereotipi.