Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Raffaello. Il sole delle arti, la mostra dell'autunno della Reggia di Venaria

Un autunno di grandi eventi culturali e di mostre di forte impatto anche mediatico. La Galleria d'Arte Moderna ha annunciato Monet (1 ottobre 2015-31 gennaio 2016), la Reggia di Venaria Reale prepara Raffaello. Il sole delle arti, che sarà aperta dal 26 settembre 2015 al 24 gennaio 2016 e che porterà a Torino alcuni dei più celebri capolavori del pittore urbinate. Il fulcro della mostra, spiegano infatti dalla Reggia è costituito da un nucleo di opere di Raffaello, "che evocano il racconto della sua prodigiosa carriera artistica, le persone che ha conosciuto, le diverse città dove ha vissuto". Vengono così illustrati gli anni della formazione, tra Urbino e l'Umbria, fino alla maturità del periodo romano, passando, ovviamente, per gli anni trascorsi a Firenze. Per spiegare la sua evoluzione, ci saranno non solo opere del pittore, ma anche dei suoi maestri, il padre Giovanni Santi, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli.

E non si racconterà solo la parabola dell'urbinate nella pittura, ma si darà spazio anche alla sua creatività nelle arti applicate. Le sue opere furono infatti diffuse in Europa, attraverso gli arazzi, l'oreficeria, i mosaici, smalti, vetri, che testimoniano l'enorme influenza dell'urbinate nel loro sviluppo. Ci sarà uno spazio particolare per la maiolica istoriata, che, nel Cinquecento e Seicento, ebbero in Raffaello un punto di riferimento essenziale.

La mostra conterà su prestiti di numerosi musei come, per esempio, i Musei Vaticani, il Residenzschloss di Dresda, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, il Museo Nazionale del Bargello e il Palazzo Corsini di Firenze, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, i Musei Civici di Pesaro e il Museo di Capodimonte di Napoli.