La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Raffaello. Il sole delle arti, la mostra dell'autunno della Reggia di Venaria

Un autunno di grandi eventi culturali e di mostre di forte impatto anche mediatico. La Galleria d'Arte Moderna ha annunciato Monet (1 ottobre 2015-31 gennaio 2016), la Reggia di Venaria Reale prepara Raffaello. Il sole delle arti, che sarà aperta dal 26 settembre 2015 al 24 gennaio 2016 e che porterà a Torino alcuni dei più celebri capolavori del pittore urbinate. Il fulcro della mostra, spiegano infatti dalla Reggia è costituito da un nucleo di opere di Raffaello, "che evocano il racconto della sua prodigiosa carriera artistica, le persone che ha conosciuto, le diverse città dove ha vissuto". Vengono così illustrati gli anni della formazione, tra Urbino e l'Umbria, fino alla maturità del periodo romano, passando, ovviamente, per gli anni trascorsi a Firenze. Per spiegare la sua evoluzione, ci saranno non solo opere del pittore, ma anche dei suoi maestri, il padre Giovanni Santi, il Perugino, il Pinturicchio e Luca Signorelli.

E non si racconterà solo la parabola dell'urbinate nella pittura, ma si darà spazio anche alla sua creatività nelle arti applicate. Le sue opere furono infatti diffuse in Europa, attraverso gli arazzi, l'oreficeria, i mosaici, smalti, vetri, che testimoniano l'enorme influenza dell'urbinate nel loro sviluppo. Ci sarà uno spazio particolare per la maiolica istoriata, che, nel Cinquecento e Seicento, ebbero in Raffaello un punto di riferimento essenziale.

La mostra conterà su prestiti di numerosi musei come, per esempio, i Musei Vaticani, il Residenzschloss di Dresda, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, il Museo Nazionale del Bargello e il Palazzo Corsini di Firenze, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, i Musei Civici di Pesaro e il Museo di Capodimonte di Napoli.