Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quando c'era il cavalcavia di corso Mortara, a Torino

Una foto vista nel gruppo Torino Sparita di Facebook, a cui consiglio di iscriversi a tutti gli appassionati della Torino che non c'è più e una riflessione immediata su quanto la nostra città sia cambiata. E spesso in meglio.

La foto racconta i grandi cambiamenti in corso sulla Spina Centrale, nell'area di Stazione Dora; al centro dell'immagine c'è il grande cavalcavia ad anello costruito intorno all'edificio della stazione, che permetteva di passare da corso Vigevano a corso Mortara superando corso Principe Oddone e la ferrovia per Milano. Lo ricordo, quel cavalcavia, chissà quante volte lo avrò fatto in auto, da ragazzina, per tornare da Barriera di Milano a Mirafiori (in realtà passavamo 'sotto', in corso Principe Oddone). Ricordo anche l'impressione della distesa di fabbriche e di fumi, le poche volte che si scendeva verso corso Mortara e una Torino sconosciuta perché raramente frequentata. Nella foto si apprezza anche quanto la ferrovia sia stata davvero una ferita aperta nel tessuto urbano cittadino, una sorta di Muro di Berlino, che impediva il collegamento tra le due parti della città. Quando lo si viveva, nelle lunghe code ai semafori di corso Pincipe Oddone, vedendo le automobili infilarsi o spuntare dai due-tre tunnel costruiti sotto la ferrovia, tra la Stazione Dora e piazza Statuto, non ci si rendeva conto. Era Torino ed era così. Vedendola oggi si comprende molto di più.

Cavalcavia corso Mortara

I lavori non sono ancora conclusi, ma la ferrovia è adesso interrata e al posto delle fabbriche ci sono parchi e nuovi quartieri residenziali. Il cavalcavia ad anello è stato abbattuto per lasciare spazio a una grande rotonda, piazza Baldissera, sotto la quale prima o poi si costruirà la stazione sotterranea di Stazione Dora, in modo da inserirla nel passante ferroviario. Saranno necessari un paio d'anni per la copertura del passante: alla fine del 2016 corso Principe Oddone dovrebbe essere un viale di grande respiro, con piste ciclabili incluse, affiancato da palazzi ottocenteschi, nuove costruzioni e nuovi parchi. Non ho trovato rendering che raccontino il cambio, ma basta l'immagine in 3D, da Google Earth, per capire quanto quell'area di Torino sia adesso irriconoscibile e sia più bella.