Le nuove infrastrutture di Torino, con il PNRR: treni, metropolitana, tram

La Stampa ha pubblicato ieri un articolo molto interessante sulle infrastrutture che i finanziamenti del PNRR potrebbero portare a Torino. Dalla linea 2 della metropolitana al Servizio Ferroviario Metropolitano, ai trasporti pubblici di superficie, Torino potrebbe fare davvero un bel salto avanti, proponendo a cittadini e turisti una rete di collegamenti di livello finalmente europeo e contemporaneo. Il dossier presentato dalla Città al Governo prevede non solo la realizzazione della linea 2 della Metropolitana, da Rebaudengo a Orbassano, passando, attraverso il trincerone di via Gottardo, per Vanchiglia, centro storico e Politecnico, ma anche, scrive Maurizio Tropeano, "l'ammodernamento della rete su cui viaggiano i treni del servizio ferroviario metropolitano". In particolare, verranno realizzate le fermate San Paolo, Ferriera Buttigliera, S. Luigi Orbassano e Grugliasco Le Gru e verranno completate le stazioni Dora, sotterranea, e Zappata (per queste ultime due, Trope

Porta Susa un secolo fa, senza auto e senza grattacielo Intesa-Sanpaolo

Quando Torino non era la città con il più alto numero di automobili per abitante e le sue piazze erano lastricate e frequentate soprattutto da uomini e donne a piedi. Quando la ferrovia Torino-Milano divideva la città in due e per andare da corso Inghilterra a corso Bolzano era necessario un ponte. Quando Porta Susa era un piccolo edificio in muratura, affiancato da ali basse, per i servizi ai viaggiatori e alla città. Quando le facciate di Cit Turin erano omogenee, di architettura signorile e ottocentesca e non nascondevano le Alpi, alle loro spalle. Era un'altra Torino, quella raccontata da quest'immagine pubblicata sul web da delcampe.net e trovata nel forum di skyscrapercity. Una Torino che noi, nati verso la fine del Novecento, neanche riconosceremmo non fosse per l'edificio di Porta Susa, fedele a se stesso anche adesso.

E chissà cosa penseranno di questa Torino fotografata quasi 100 anni fa, i ragazzi nati nel nuovo secolo: mancano gli edifici moderni che caratterizzano adesso corso Inghilterra, manca la lunga galleria di vetro della nuova Porta Susa, manca, soprattutto, lui, il grattacielo di Intesa Sanpaolo, che ha rivoluzionato lo skyline cittadino e che domina il nuovo panorama di XVIII dicembre da non troppa distanza. Rimangono le Alpi, che continuano a fare capolino, nonostante tutto, tra gli edifici moderni e sempre più alti del XX secolo. E alla loro insistenza, va un dovuto grazie.