Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quando c'erano le lavandaie, lungo il Po

Presi ad ammirare il rigore dei palazzi barocchi, l'eleganza della corte sabauda e gli eroismi del Risorgimento, tendiamo a dimenticare il lato pratico della vita quotidiana dei secoli passati. Meno male che ci sono quadri o fotografie a raccontarcelo. E meno male che alcune di queste foto finiscono in rete, a testimoniare la passione per Torino e gli aspetti meno noti della vita passata.


Quando non c'erano le lavatrici, lo sappiamo già, le famiglie benestanti si rivolgevano alle lavandaie, che, lungo il Po, lavavano panni e lenzuola e le stendevano poi al sole. Quando quest'attività venne vietata in città, negli anni '30 del XX secolo, per un nuovo senso del decoro, i lavandai si spostarono alla Bertolla, dove continuarono la propria attività fino all'avvento delle lavatrici.

Ma prima di questo trasferimento nella lontana periferia, Borgo Po e il Moschino, i due quartieri in cui si trovavano i lavandai, avevano spesso l'aspetto pittoresco testimoniato da queste fotografie. Quando si immagina la Torino del passato, bisogna immaginare sì le madamine e i gentiluomini nei caffè del centro e a passeggio sotto i portici, ma anche queste distese di lenzuoli stesi al vento e al sole ad asciugare, lungo il Po, accanto alla mole neoclassica della Gran Madre. E' strano, ma era la Torino vera e quotidiana.

Le foto, da skyscraper.com, pubblicate da turtu63.


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