Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Impressioni giapponesi al MAO: il Giappone che affascinò Claude Monet

Sono belli questi scambi che i Musei di Torino offrono, individuando sinergie sorprendenti e originali. Il MAO - Museo d'Arte Orientale si ispira alla mostra in corso alla GAM, Monet dalle Collezioni del Musée d'Orsay, per presentare, fino al 31 gennaio 2016, Impressioni giapponesi, un'inedita esposizione di quattordici stampe e due dipinti giapponesi, provenienti da una collezione privata torinese. La proposta è un dialogo possibile con alcuni dei quadri di Calude Monet esposti alla GAM, essendo nota la passione del pittore francese per l'arte del Sol Levante e l'influenza da essa esercitata in parte del suo lavoro. Nella sua casa di Giverny, Monet aveva una collezione di oltre 230 stampe giapponesi, tra queste anche la Grande onda a largo di Kanagawa di Katsushika Hokusai, di cui il MAO conserva una copia, esposta nella mostra fino al 22 novembre 2015.


L'idea è suggestiva: perché, dopo aver visitato i capolavori di Monet alla GAM, non passare al MAO, per scoprire la pittura giapponese di Utagawa Hiroshige, uno dei più grandi innovatori della xilografia giapponese, nel XIX secolo, e uno dei primi artisti conosciuti e apprezzati dagli impressionisti europei?

"Il mondo fluttuante dell'ukiyo-e e l'estetica orientale impressionarono a tal punto i grandi artisti europei che, a partire dal 1872, venne coniato il termine japonisme per descrivere questa nuova tendenza" spiegano dal Museo d'Arte Orientale "L'esposizione accenna alle grandi trasformazioni stilistiche ed estetiche dell'arte ottocentesca, creando un continuum di rimandi visivi tra le opere scelte. Da un lato emergono alcuni aspetti innovativi delle xilografie, dall'altro i legami tematici e compositivi con le tele dell'artista francese".

Il 15 e 22 novembre, il 13 e 27 dicembre, il 17 e 31 gennaio, sempre alle ore 16.30, ci sarà una visita guidata, che evidenzierà i legami tra le opere dei maestri giapponesi e quelle di Monet, sottolineando gli elementi comuni tra le due culture. La visita partirà dalla mostra temporanea, per terminare nella Galleria Giappone, in cui si ammireranno alcune delle opere della collezione del Museo. La visita guidata costerà 4 euro più il biglietto d'ingresso al MAO (gratuito per i possessori della tessera Abbonamento Musei).

Impressioni giapponesi sarà aperta fino al 31 gennaio 2016 al MAO – Museo d'Arte Orientale, in via San Domenico 11. L'orario di apertura è da martedì a venerdì 10-18, sabato 11-20, domenica 11-19. Il prezzo del biglietto intero, che include la visita alle collezioni del Museo, è 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito per i possessori di Abbonamento Musei. Tutte le info su www.maotorino.it.


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