Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

La storia di Torino in quattro minuti, in un video

Quattro minuti sono sufficienti per raccontare la storia di Torino? Ci prova questo video delizioso, Torino è un'altra storia, presentato qualche giorno fa ai delegati della 32a Assemblea Nazionale dell'ANCI, che si è tenuta al Lingotto, e pubblicato poi su youtube da Torino Click. Si inizia con ricostruzioni della Torino barocca e sabauda e si arriva ai primi filmati girati in città, per scoprire gli ampi viali senz'auto dell'inizio del Novecento, la costruzione del Lingotto, il fascismo, la guerra, i suoi drammatici bombardamenti, il duro dopoguerra. Sono spezzoni di filmati in bianco e nero, che raccontano volti diversi dai nostri, pi duri, più segnati dalla vita, ma pieni di emozioni. La storia continua e arrivano l'industrializzazione, le grandi immigrazioni che hanno cambiato il nostro DNA e hanno reso Torino una città davvero italiana, con il sangue di tutte le regioni del nostro Paese, le automobili ovunque. E poi il colore delle immagini, i grandi leaders politici e sindacali, i movimenti operai, i nuovi cambiamenti, fino all'esplosione delle Olimpiadi Invernali 2006, con tutto quello che hanno significato per l'immagine della città e per la consapevolezza dei torinesi.

Quattro minuti intensi, che fanno sorridere, che fanno pensare e che fanno sentire la torinesità che ci si porta dentro. Se si può fare un solo appunto, nella bella ricostruzione della Torino del dopoguerra, manca un'immagine, quella dei funerali del Grande Torino, che paralizzarono la città e la unirono, senza colori e senza tifo, come poche volte è successo (erano tempi meno beceri e anche per questo sarebbe stato bello ricordarlo).




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