Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Assemblea alla Cavallerizza Reale, per esigere trasparenza sul suo futuro

Assemblea Cavallerizza 14:45 non apprezza il silenzio del Comune sul futuro della Cavallerizza Reale, complesso appartenente al Polo Reale e pertanto Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, e convoca un'assemblea cittadina per domenica 13 dicembre 2015, alle ore 18, negli spazi della stessa Cavallerizza.

La storia è già stata raccontata in vari articoli, su Rotta su Torino. Il Comune di Torino, non sapendo bene cosa fare di questi splendidi spazi creati dai più importanti architetti della corte dei Savoia, e non avendo i soldi per gestirli adeguatamente, ha pensato di venderli a privati per la realizzazione di appartamenti di lusso e di un centro commerciale. La vendita della Cavallerizza Reale, però, metterebbe in pericolo il riconoscimento dell'UNESCO e spezzerebbe l'unitarietà di un complesso grandioso e unico in Italia, come il Polo Reale. Di qui le proteste di un gruppo di cittadini che, il 23 maggio 2014, riuniti nell'Assemblea Cavallerizza 14:45, hanno occupato gli spazi della Cavallerizza. Viste le proteste, l'Amministrazione Comunale è tornata sui suoi passi e ha promesso che il complesso, opportunamente ristrutturato, avrebbe avuto una destinazione culturale e pubblica. Ma i piani del Comune di cui si parla non sono stati resi pubblici in modo trasparente, né sono stati discussi con la cittadinanza, così come avrebbe voluto Assemblea Cavallerizza 14:45, che rivendica il proprio ruolo di questi mesi, avendo aperto ai torinesi gli spazi del complesso. L'Assemblea vuole per la Cavallerizza la "tutela da svendite e privatizzazioni, per salvaguardare l'unitarietà dell'intero compendio, e soprattutto per preservare una fruizione pubblica attraverso un reale processo di progettazione partecipata".

Di qui la convocazione di un'Assemblea pubblica: "Dallo striscione posto all'ingresso nel cortile: La Cavallerizza è per tutti si dichiara chiaramente che l'agorà democratica di Torino è aperta a chiunque, e l’Assemblea cittadina del 13 dicembre è il luogo dove ognuno è libero di esprimersi in merito al futuro della Cavallerizza, a prescindere da masterplan istituzionali annunciati ma mai presentati pubblicamente alla cittadinanza, il luogo dove dalle proprie personali istanze ci si deve allargare ad una visione collettiva del Bene Comune, che nelle sue diverse sfaccettature compone il medesimo prisma. Un invito aperto a tutti coloro che intendono contestare una gestione urbanistica della città sempre più lontana dal Bene Comune, un invito per convogliare le proprie azioni in una grande lotta articolata e solidale, e presentarsi uniti davanti alle istituzioni per chiedere una radicale revisione delle loro politiche in tema di organizzazione urbana, diritto alla casa e tutela del patrimonio artistico, storico, culturale" scrive l'Assemblea nella propria pagina di Facebook e nel proprio sito web.


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