La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Le origini egizie di Torino

Il Museo Egizio ha annunciato un interessante ampliamento del suo percorso espositivo, con l'inaugurazione delle Gallerie della Cultura Materiale, veri e propri magazzini visitabili, in cui si troveranno 38 armadi contenenti oggetti provenienti dall'antico Egitto. E la cosa bella è che questi armadi saranno continuamente arricchiti da nuovi materiali e nuovi oggetti. Un'idea di Museo vitale e innovativo, un rapporto con l'Egitto e i faraoni sempre più stretto e sempre più vivace.

Un'occasione affascinante per riscoprire i profondi legami tra Torino e l'Egitto, esistenti da prima della fondazione del Museo Egizio, il più importante del mondo dopo quello de Il Cairo, il primo del mondo per antichità (questo noi torinesi lo sappiamo, ma è sempre bene ripeterlo, per chi non lo sa e non ha idea del gioiello che Torino conserva, con molto orgoglio). Le leggende sulla nascita di Torino, la città dei Taurini, secondo i Romani, sono molte: c'è chi lega il nome dei Taurini a un culto ancestrale del toro e chi sostiene che Taurini ha origine dalla radice indoeruopea taur, che indica la montagna e, dunque, i Taurini sono le popolazioni delle montagne.

Più suggestiva di tutte, bisogna ammetterlo, è la leggenda che vuole che il mitico faraone egizio Iw Ra Danit abbia lasciato l'Egitto intorno al 1500 a.C. a causa di dissidi con i sacerdoti del culto di Amon. Dopo un lungo viaggio nel Mediterraneo, il faraone sbarca in Liguria e arriva, infine, nella Pianura Padana. Qui, vista la presenza di un grande fiume, indispensabile nella cultura egizia, fonda una nuova città, che si trova, addirittura, all'incontro di ben quattro fiumi e torrenti (il Po, la Dora, la Stura e il Sangone). I Greci rivedono la storia di Iw Ra Danit il cui nome traslitterato diventa Eridano e assegnano lo stesso nome al grande fiume; il mito del faraone egizio si arricchisce anche della storia di Fetonte, il figlio di Apollo, che un giorno riceve finalmente il permesso dal padre per salire sul suo carro d'oro e guidare il Sole nel cielo, non tiene la giusta distanza dall'astro e cade tragicamente nel Po. Il mito di Fetonte potrebbe essere collegato, ancora una volta, alla leggenda di Iw Ra Danir, la cui vita finì tragicamente nel Po/Eridano, durante una corsa di bighe nella sua nuova città.

Sono leggende, sono appassionanti e sono divertenti, magari si fondano su qualche traccia di verità. Per esempio, il culto di Iside, la dea della Luna egizia, è storicamente accertato in città. La Gran Madre si trova su un antico tempio isiaco, così come una lapide con riferimenti alla dea è stata trovata nel 1577, durante la costruzione della Cittadella. La parte più interessante delle presunte origini egizie di Torino è legata però al dio Apis, raffigurato con la forma del toro. Il culto dell'antico dio fu introdotto da Iw Ra Danit nella sua nuova terra e, in qualche modo, è questa l'eredità più importante lasciata dal faraone egizio. Lasciato il politeismo e abbracciato il Cristianesimo, diventata poi capitale del Ducato di Savoia e poi del Regno d'Italia, Torino non ha mai abbandonato la simbologia legata al toro, ancora oggi presente nel suo scudo cittadino e nella sua vita quotidiana, dai toret fino al toro di piazza San Carlo, i cui testicoli bisogna pestare per avere fortuna e tornare in città.


Commenti

  1. ........RACCOGLI QUESTI STORIE BELLE E FAI UN LIBRO PER LE FUTURE GENERAZIONI FRANCO

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    1. Una bella idea, chi lo sa che prima o poi non faccia qualcosa del genere!! ;)

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