Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Le origini egizie di Torino

Il Museo Egizio ha annunciato un interessante ampliamento del suo percorso espositivo, con l'inaugurazione delle Gallerie della Cultura Materiale, veri e propri magazzini visitabili, in cui si troveranno 38 armadi contenenti oggetti provenienti dall'antico Egitto. E la cosa bella è che questi armadi saranno continuamente arricchiti da nuovi materiali e nuovi oggetti. Un'idea di Museo vitale e innovativo, un rapporto con l'Egitto e i faraoni sempre più stretto e sempre più vivace.

Un'occasione affascinante per riscoprire i profondi legami tra Torino e l'Egitto, esistenti da prima della fondazione del Museo Egizio, il più importante del mondo dopo quello de Il Cairo, il primo del mondo per antichità (questo noi torinesi lo sappiamo, ma è sempre bene ripeterlo, per chi non lo sa e non ha idea del gioiello che Torino conserva, con molto orgoglio). Le leggende sulla nascita di Torino, la città dei Taurini, secondo i Romani, sono molte: c'è chi lega il nome dei Taurini a un culto ancestrale del toro e chi sostiene che Taurini ha origine dalla radice indoeruopea taur, che indica la montagna e, dunque, i Taurini sono le popolazioni delle montagne.

Più suggestiva di tutte, bisogna ammetterlo, è la leggenda che vuole che il mitico faraone egizio Iw Ra Danit abbia lasciato l'Egitto intorno al 1500 a.C. a causa di dissidi con i sacerdoti del culto di Amon. Dopo un lungo viaggio nel Mediterraneo, il faraone sbarca in Liguria e arriva, infine, nella Pianura Padana. Qui, vista la presenza di un grande fiume, indispensabile nella cultura egizia, fonda una nuova città, che si trova, addirittura, all'incontro di ben quattro fiumi e torrenti (il Po, la Dora, la Stura e il Sangone). I Greci rivedono la storia di Iw Ra Danit il cui nome traslitterato diventa Eridano e assegnano lo stesso nome al grande fiume; il mito del faraone egizio si arricchisce anche della storia di Fetonte, il figlio di Apollo, che un giorno riceve finalmente il permesso dal padre per salire sul suo carro d'oro e guidare il Sole nel cielo, non tiene la giusta distanza dall'astro e cade tragicamente nel Po. Il mito di Fetonte potrebbe essere collegato, ancora una volta, alla leggenda di Iw Ra Danir, la cui vita finì tragicamente nel Po/Eridano, durante una corsa di bighe nella sua nuova città.

Sono leggende, sono appassionanti e sono divertenti, magari si fondano su qualche traccia di verità. Per esempio, il culto di Iside, la dea della Luna egizia, è storicamente accertato in città. La Gran Madre si trova su un antico tempio isiaco, così come una lapide con riferimenti alla dea è stata trovata nel 1577, durante la costruzione della Cittadella. La parte più interessante delle presunte origini egizie di Torino è legata però al dio Apis, raffigurato con la forma del toro. Il culto dell'antico dio fu introdotto da Iw Ra Danit nella sua nuova terra e, in qualche modo, è questa l'eredità più importante lasciata dal faraone egizio. Lasciato il politeismo e abbracciato il Cristianesimo, diventata poi capitale del Ducato di Savoia e poi del Regno d'Italia, Torino non ha mai abbandonato la simbologia legata al toro, ancora oggi presente nel suo scudo cittadino e nella sua vita quotidiana, dai toret fino al toro di piazza San Carlo, i cui testicoli bisogna pestare per avere fortuna e tornare in città.


Commenti

  1. ........RACCOGLI QUESTI STORIE BELLE E FAI UN LIBRO PER LE FUTURE GENERAZIONI FRANCO

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    1. Una bella idea, chi lo sa che prima o poi non faccia qualcosa del genere!! ;)

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