Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Quando il ristorante Del Cambio aveva il dehor

Prendete una piazza storica torinese e immaginatela senza dehors. Anzi, prendete una qualunque via torinese e provate a immaginarla senza i tavolini dei bar e dei ristoranti all'aperto. A memoria, è davvero difficile che ci sia una via torinese che non abbia i suoi dehors, magari togliendo persino posti ai parcheggi. Per quanto il clima continentale non aiuti, per quanto noi torinesi abbiamo fama di austeri e sobri, amiamo pranzare o prendere l'aperitivo all'aperto, godendo la bellezza della nostra collina (piazza Vittorio Veneto), dell'architettura barocca (piazza San Carlo) o l'eleganza aristocratica di un piccolo salotto (piazza Carignano). Più si approfondisce la conoscenza di abitudini e usi, presenti e passati, più ci si chiede come sia nata la fama di città austera di Torino: se quello che amano i torinesi è divertirsi e godersela!

C'è stato un tempo in cui anche il più famoso dei ristoranti torinesi, il Cambio di piazza Carignano, era dotato di un dehor; non i tavoli all'aperto di adesso, ma un vero e proprio spazio, quasi una specie di 'terrazza' sulla piazza. Essendo collocato il Cambio in un'ala aggettante dell'edificio, il dehor occupava l'angolo formato dall'aggetto, in modo da non 'disturbare' il disegno della piazza; era anche definito da una piccola cancellata, così da distinguerlo come 'proprietà privata' e luogo in cui non si poteva entrare senza essere clienti del ristorante. Era un'altra gentilezza, rispetto ai dehors di oggi, definiti magari da pedane e forniti di impianti di raffrescamento o riscaldamento. Non era migliore né peggiore, era un'altra Torino ed è bello ricordarla.


Gli esterni del ristorante Del Cambio ieri e oggi, la foto di ieri da skyscrapercity, quella di oggi da Google Earth.


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