Photocall, la mostra più glamour al Museo Nazionale del Cinema

La mostra più glamour della stagione è al Museo Nazionale del Cinema, si intitola Photocall. Attrici e attori del cinema italiano e rende omaggio non solo ai divi del nostro cinema, ma anche ai loro fotografi, senza i quali, bisogna dirlo, non esisterebbero divismo né popolarità. Fotografie scattate sui set cinematografici, rubate dai paparazzi, fatte sui tappeti rossi dei Festival di tutto il mondo, a incarnare il sogno che il cinema è sempre stato, sin dalla sua nascita. E ci si sente un po' protagonisti all'inizio di questa mostra, quando, sotto la cupola della Mole Antonelliana, c'è un piccolo red carpet pensato per i visitatori, con la gigantografia di alcuni fotografi torinesi che accolgono i visitatori tra flash: ci si muove, ci si gira e ci si sente una star! Poi inizia il percorso espositivo, lungo la sala elicoidale che percorre la cupola. In quattro sezioni, Attrici e attori contemporanei , Dive Pop e Italian Men , Icone della rinascita e Ritratto d'

Quando il ristorante Del Cambio aveva il dehor

Prendete una piazza storica torinese e immaginatela senza dehors. Anzi, prendete una qualunque via torinese e provate a immaginarla senza i tavolini dei bar e dei ristoranti all'aperto. A memoria, è davvero difficile che ci sia una via torinese che non abbia i suoi dehors, magari togliendo persino posti ai parcheggi. Per quanto il clima continentale non aiuti, per quanto noi torinesi abbiamo fama di austeri e sobri, amiamo pranzare o prendere l'aperitivo all'aperto, godendo la bellezza della nostra collina (piazza Vittorio Veneto), dell'architettura barocca (piazza San Carlo) o l'eleganza aristocratica di un piccolo salotto (piazza Carignano). Più si approfondisce la conoscenza di abitudini e usi, presenti e passati, più ci si chiede come sia nata la fama di città austera di Torino: se quello che amano i torinesi è divertirsi e godersela!

C'è stato un tempo in cui anche il più famoso dei ristoranti torinesi, il Cambio di piazza Carignano, era dotato di un dehor; non i tavoli all'aperto di adesso, ma un vero e proprio spazio, quasi una specie di 'terrazza' sulla piazza. Essendo collocato il Cambio in un'ala aggettante dell'edificio, il dehor occupava l'angolo formato dall'aggetto, in modo da non 'disturbare' il disegno della piazza; era anche definito da una piccola cancellata, così da distinguerlo come 'proprietà privata' e luogo in cui non si poteva entrare senza essere clienti del ristorante. Era un'altra gentilezza, rispetto ai dehors di oggi, definiti magari da pedane e forniti di impianti di raffrescamento o riscaldamento. Non era migliore né peggiore, era un'altra Torino ed è bello ricordarla.


Gli esterni del ristorante Del Cambio ieri e oggi, la foto di ieri da skyscrapercity, quella di oggi da Google Earth.


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