La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Con Matisse e il suo tempo, una cavalcata nel Novecento a Torino

Non vedere la coda e fiondarsi dentro, quali che fossero i programmi della giornata. E' la ricetta da adottare a Torino per le grandi mostre in corso, nelle date più turistiche. Mi è successo qualche giorno fa, passando in piazzetta Reale e vedendo l'ingresso alla mostra Matisse e il suo tempo libero da code. Mi sono fiondata dentro e mi sono piacevolmente immersa in uno dei periodi più intensi dell'arte contemporanea, la prima metà del XX secolo, in Francia. Henri Matisse, che dà il titolo alla mostra, non è il solo protagonista. In realtà il protagonista di questo itinerario, tra 97 opere del primo Novecento, è il suo tempo.

I capolavori in mostra, prestati dal Musée national d'art moderne-Centre Pompidou e selezionati da Cécile Debray, raccontano il genio del pittore francese inserito nelle inquietudini e nelle tendenze del XX secolo. La scelta di porre le opere in ordine cronologico aiuta i profani a seguire l'evoluzione di Matisse all'interno delle correnti che si agitavano nella prima metà del Novecento e in rapporto ai lavori di alcuni degli artisti più emblematici dell'epoca, Amedeo Modigliani, George Braque, Fernand Léger. Sulle pareti di Palazzo Chiablese si incontrano e si rimandano le correnti artistiche più importanti del primo Novecento, l'espressionismo, il fauvismo, il cubismo, e sono lì, senza intermediari, senza teorizzazioni, ma con le opere dei loro maestri più importanti. Fino a Pablo Picasso, protagonista della mostra quasi quanto Henri Matisse, perché considerato anche il suo rivale più famoso.

In questo rimando continuo di correnti e pensieri che si incontrano e si influenzano e si condizionano, ci sono alcuni dei capolavori di Matisse, dalle indimenticabili odalische al Grande interno rosso, alla Ragazza vestita di bianco su fondo rosso, e alcuni dei quadri più significativi di Picasso, Léger, Braque, Modigliani, Renoir. Si segue l'evoluzione di Matisse, fino alle carte dipinte e tagliate degli anni 60 e si è seguita la parabola artistica di un secolo intero, con la Francia come polo d'attrazione fatale e con il secolo breve e veloce che ha rivoluzionato il pensiero e le sue espressioni.

Matisse e il suo tempo è a Palazzo Chiablese, in piazzetta Reale, fino al 15 maggio 2016; l'orario di apertura è lunedì ore 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica ore 9.30-19.30; giovedì ore 9.30-22.30. Il biglietto d'ingresso costa 13 euro, ridotto 11 euro o 6,50 euro, gratuito per possessori delle tessere Abbonamento Musei Torino Piemonte e Torino + Piemonte Card. Per tutte le informazioni, il sito web è mostramatisse.it.


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