Quando si andava in spiaggia sul Po

Mentre arriva l'autunno, queste fotografie che arrivano dal passato, per raccontare quando i fiumi di Torino erano balneabili e chi non poteva raggiungere la Liguria e le spiagge approfittava delle rive del Po, della Stura e del Sangone (lungo la Dora sorgevano le industrie ed era per questo meno ambito; per questa stessa ragione, i bagni erano a monte della città, da Moncalieri fino all'altezza delle attuali Molinette, e non a valle, dove venivano versati nel fiume gli scarichi della città e delle sue industrie). Lungo il Po sorgevano veri e propri stabilimenti balneari, con ombrellini, sdraio e, nei casi di maggior lusso, con piscina propria, oltre alle acque del fiume. I bagni più belli, i Bagni Lido Savoia e i Bagni Diana, si trovavano sulla riva destra del Po, all'altezza, più o meno di Italia 61, ma sull'altro lato; avevano alle spalle la collina e in lontananza, guadando verso nord, la guglia della Mole Antonelliana (davanti la macchia verde che ci sarebbe

A 10 anni dalle Olimpiadi Invernali di Torino 2006

Sono passati 10 anni e non si può dire che sembra ieri, ma quasi. Ricordate quei giorni di febbraio, in cui Torino era invasa di turisti e di giornalisti? In cui in piazza Castello c'era un palco enorme per spettacoli e premiazioni e piazza San Carlo era in mano alla televisione americana? Ricordate la sorpresa con cui leggevamo i siti web statunitensi, che si erano tanto innamorati di Torino da non chiamarla Turin, ma proprio Torino e non facevano altro che lodarla? E quando ci fermavano per strada, per familiarizzare ed esprimere a qualcuno la propria soddisfazione, perché Torino era proprio bella? E la curiosità che avevamo tutti per l'arco rosso, per la metropolitana, per le torri del Villaggio Media, per i colori del Villaggio degli Atleti, per come Torino era incredibilmente cambiata?

Ma io ricordo soprattutto le sere e le notti, in cui noi torinesi affollavamo il centro per guardare e per guardarci, per vivere quell'inedita atmosfera internazionale e per dircelo finalmente esplicitamente e con un orgoglio che fino ad allora avevamo espresso solo a voce bassa: Torino è proprio bella! Perché abbiamo avuto bisogno dei Giochi Invernali del 2006, per renderci conto di vivere in una delle città più belle d'Italia e di essere responsabili della sua bellezza e del suo futuro? Non lo so, ma è da allora che siamo cambiati e che abbiamo cambiato la percezione della nostra città. Passion lives here, diceva lo slogan di quei giorni. Per molti di noi, la passione non ha mai smesso di vivere a Torino, una città che sta continuando a cambiare e a rinnovarsi, che si è data nuove infrastrutture e nuove architetture, che ha accolto nuovi abitanti e nuove culture, che ha affrontato nuove crisi e non si è persa d'animo, continuano a inventarsi e a sperimentare. Potrebbe fare tante cose meglio? Certamente, tutto potrebbe essere fatto meglio, l'imperfezione fa parte dell'umano, ma quelle Olimpiadi hanno segnato un cambio di marcia, un cambio di percezione. Camminate nella Torino di 10 anni dopo e guardate se la riconoscete.

Per celebrare l'anniversario, la Città ha preparato un calendario di eventi, di mostre e di incontri, che trovate sul sito www.to2016.it e che animerà l'ultimo weekend del mese, dal 25 al 28 febbraio; io amo ricordare le Olimpiadi con due video, che sono sempre su youtube. Il primo presenta Torino al pubblico statnitense della NBC ed esprime più orgoglio di quanto la città ne avesse pubblicamente manifestato fino ad allora, il secondo è il momento dell'accensione della fiaccola, uno dei più spettacolari e sorprendenti della cerimonia di apertura di Torino 2006 (è tratto dalla tv tedesca...). Buon anniversario, Torino!






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