Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

A 10 anni dalle Olimpiadi Invernali di Torino 2006

Sono passati 10 anni e non si può dire che sembra ieri, ma quasi. Ricordate quei giorni di febbraio, in cui Torino era invasa di turisti e di giornalisti? In cui in piazza Castello c'era un palco enorme per spettacoli e premiazioni e piazza San Carlo era in mano alla televisione americana? Ricordate la sorpresa con cui leggevamo i siti web statunitensi, che si erano tanto innamorati di Torino da non chiamarla Turin, ma proprio Torino e non facevano altro che lodarla? E quando ci fermavano per strada, per familiarizzare ed esprimere a qualcuno la propria soddisfazione, perché Torino era proprio bella? E la curiosità che avevamo tutti per l'arco rosso, per la metropolitana, per le torri del Villaggio Media, per i colori del Villaggio degli Atleti, per come Torino era incredibilmente cambiata?

Ma io ricordo soprattutto le sere e le notti, in cui noi torinesi affollavamo il centro per guardare e per guardarci, per vivere quell'inedita atmosfera internazionale e per dircelo finalmente esplicitamente e con un orgoglio che fino ad allora avevamo espresso solo a voce bassa: Torino è proprio bella! Perché abbiamo avuto bisogno dei Giochi Invernali del 2006, per renderci conto di vivere in una delle città più belle d'Italia e di essere responsabili della sua bellezza e del suo futuro? Non lo so, ma è da allora che siamo cambiati e che abbiamo cambiato la percezione della nostra città. Passion lives here, diceva lo slogan di quei giorni. Per molti di noi, la passione non ha mai smesso di vivere a Torino, una città che sta continuando a cambiare e a rinnovarsi, che si è data nuove infrastrutture e nuove architetture, che ha accolto nuovi abitanti e nuove culture, che ha affrontato nuove crisi e non si è persa d'animo, continuano a inventarsi e a sperimentare. Potrebbe fare tante cose meglio? Certamente, tutto potrebbe essere fatto meglio, l'imperfezione fa parte dell'umano, ma quelle Olimpiadi hanno segnato un cambio di marcia, un cambio di percezione. Camminate nella Torino di 10 anni dopo e guardate se la riconoscete.

Per celebrare l'anniversario, la Città ha preparato un calendario di eventi, di mostre e di incontri, che trovate sul sito www.to2016.it e che animerà l'ultimo weekend del mese, dal 25 al 28 febbraio; io amo ricordare le Olimpiadi con due video, che sono sempre su youtube. Il primo presenta Torino al pubblico statnitense della NBC ed esprime più orgoglio di quanto la città ne avesse pubblicamente manifestato fino ad allora, il secondo è il momento dell'accensione della fiaccola, uno dei più spettacolari e sorprendenti della cerimonia di apertura di Torino 2006 (è tratto dalla tv tedesca...). Buon anniversario, Torino!






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