Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis ), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni. Artigiani Gentili , questo il nome del progetto, ha una parte legata alle

A stomaco vuoto, il design e l'arte riflettono sul digiuno

Arriva a Torino A stomaco vuoto, l'esposizione che a Il Lazzaretto di Milano ha stupito tutti durante la Settimana del Design di Milano. Mentre la contemporanea Expo parlava di cibo in tutte le declinazioni, A stomaco vuoto invitava invece a riflettere sul digiuno, in tutte le sue versioni, affidandosi alle opere di designer e artisti. Digiuno per obbligo, per mancanza di cibo, digiuno per scelta, sia estetica o spirituale, sono tanti i digiuno del nostro tempo, risultato di fenomeni complessi, non sempre legati al cibo in sé. Un tema forte, delicato e complesso, in decisa controtendenza con le proposte dell'Expo, ma la volontà provocatrice è stata compresa. Nata da un'idea di Linda Ronzoni, Andrea Vitullo e Alfred Drago, la mostra proponeva le riflessioni di artisti e designer, attraverso le loro opere.

A Torino, al Circolo del Design, da oggi fino al 2 marzo 2016, A stomaco vuoto si arricchisce dei lavori di designer e artisti piemontesi. La riflessione torinese si allarga alla mancanza di cibo, che allude ad altri tipi di vuoto: "A partire dalla rinuncia di cibo come pratica consapevole che rimanda a una tradizione religiosa millenaria trasversale a differenti culture, sino a considerare il digiuno nel suo senso più metaforico inteso come operazione di rinnovamento e catarsi, di contatto con la sfera emotiva più profonda in grado di produrre forme espressive originali" spiegano gli organizzatori.

Tra gli artisti che esporranno i propri lavori, Patricia Urquiola, Sofie Lachaert, Studio Dessuant Bone i piemontesi Acquacalda, Adriano Design, Andrea Vecera, César Mendoza, De Ferrari Architetti, Design Gang e Paolo Maccarrone.

La mostra sarà anche occasione di un dibattito, il 24 febbraio 2016, dalle ore 18 alle ore 20, cui prenderanno parte padre Ermis Segatti, teologo e docente di Storia del Cristianesimo e di Teologie Extraeuropee alla Facoltà Teologica dell'Italia settentrionale, Alberto Moshe Somekh, Rabbino della Comunità ebraica di Torino e Brahim Baya, Portavoce dell'Associazione Islamica delle Alpi di Torino; insieme converseranno sul digiuno dal punto di vista religioso.

La mostra rimarrà aperta al Circolo del Design, in via Giolitti 26a, fino al 2 marzo 2016. L'orario di apertura è da martedì a sabato dalle ore 11.30 alle ore 19.30; l'inaugurazione, stasera alle ore 18.30.


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