Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Le migrazioni del mondo antico: ciclo di conferenze al Museo d'Antichità

Le migrazioni sono parte costante della storia dell'Umanità, nonostante si voglia credere che siano un fenomeno legato alle guerre e alle disuguaglianze del nostro tempo e ci si voglia rinchiudere in muri più o meno reali, come se fossero sufficienti a fermarle. Se ne parla al Museo d'Antichità di Torino, un mercoledì al mese, da marzo a giugno, con un ciclo di conferenze promosso dall'Associazione Amici del Museo di Antichità per raccontare le migrazioni nei primi millenni di storia.

Si è iniziato il 16 marzo con Le invasioni barbariche: i contatti con le popolazioni germaniche e i Popoli delle Steppe e i loro effetti sul mondo tardoromano e bizantino, si continuerà il 12 aprile, l'11 maggio e il 15 giugno, sempre alle ore 17.30, tornando a ritroso nella storia e nella preistoria. L'ingresso alle conferenze è libero, fino a esaurimento posti e previo acquisto del biglietto d'ingresso ai Musei Reali. Il calendario delle conferenze è il seguente:

13 aprile 2016, ore 17.30
Archeologia delle migrazioni: evidenze dalla preistoria
L'archeologa Elisabetta Starnini della Soprintendenza Archeologia della Liguria parlerà dei movimenti dell'uomo, dalla culla africana al resto del mondo: gli indizi e le evidenze fornite dall'archeologia preistorica e dalla scienza biomolecolare per ricostruire questi movimenti che vengono definiti, a seconda dei periodi e delle causali, colonizzazioni, esplorazioni, esodi o migrazioni

11 maggio 2016, ore 17.30
L'evoluzione umana, una storia di migrazioni
Il professor Giacomo Giacobini, ordinario di Anatomia Umana e Presidente del Sistema Museale dell'Università di Torino e rappresentante dell'Italia nel Comité de Perfectionnement dell'Institut de Paléontologie Humaine di Parigi, racconta "la storia di un animale culturale con forte tendenza alla migrazione". Dall'evoluzione dell'Homo Sapiens all'ultima sua ondata migratoria, che lo portò a sovrapporsi alle popolazioni europee e asiatiche già presenti.

15 giugno 2016, ore 17.30
I 'Popoli del mare': spostamenti di popolazioni e crisi degli stati alla fine del II millennio a.C.
Stefano De Martino, Professore ordinario sul settore scientifico disciplinare 'Anatolistica' all'Università di Torino, spiega il crollo delle civiltà del Mediterraneo Orientale, entrate in crisi politica, economica sociale e culturale. Le invasioni dei Popoli del Mare furono causa o conseguenza di quella lunga crisi di fine millennio?


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