Il Bagna Cauda Day, in oltre cento ristoranti, non solo piemontesi

Saranno due i fine settimana autunnali dedicati a uno dei piatti piemontesi tipici della stagione, la bagna cauda. Il 26-27-28 novembre e il 3-4-5 dicembre 2021, oltre cento ristoranti, non solo piemontesi, parteciperanno al Bagna Cauda Day, ma le prenotazioni apriranno il 24 ottobre, quando sul sito www.bagnacaudaday.it saranno pubblicate le liste dei locali partecipanti, con relative schede. Non cambia la formula, che ha fatto la fortuna dell'evento, organizzato dall'Associazione Culturale Astigiani. La bagna cauda potrà essere proposta in varie versioni, contraddistinte da un semaforo: Come dio comanda (rosso), eretica (giallo) o atea senz'aglio (verde). Previsto anche il Finale in gloria con tartufo. Il vino è proposto al prezzo di 12 euro a bottiglia, grazie all’accordo con quattro importanti case vinicole astigiane leader della Barbera: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlet di Costigliole e Coppo di Canelli. Prezzo di riferimento del piatto

Phulkari, i preziosi scialli del Punjab al MAO

Inizio quest'articolo su Phulkari – Storie in-tessute dai villaggi el Punjab, mostra in corso al Museo d'Arte Orientale di Torino, con un aneddoto. Ieri, sono arrivata in ritardo alla conferenza stampa, convinta che fosse mezz'ora dopo rispetto al vero orario. Mi guardo velocemente intorno, vedo meravigliose creazioni alle pareti, preparo un tweet e, non volendo commettere errori (ricordavo di aver letto nel comunicato stampa che si trattava di un qualcosa forse fatto a mano nel Punjab), chiedo a Raffaella Bassi, gentilissima addetta stampa del MAO: "Cosa sono tappeti fatti a mano?" E calco sul fatto che siano fatti a mano, non che siano tappeti. E Raffaella mi dice: "Non sono tappeti, sono scialli!"


Questo per dare l'idea delle dimensioni di queste meraviglie che il MAO espone fino al 15 maggio 2016. La realizzazione degli scialli era una delle attività tradizionali delle donne del Punjab e dell'Haryana, nell'India nord-occidentale. Di grandi dimensioni, erano teli di cotone tinti e finemente ricamati a mano, con fili di seta coloratissimi, per riprodurre motivi geometrici fantasiosi, scene di vita, animali stilizzati. I ricami hanno punti perfetti, che ci si potrebbe perdere a osservare con attenzione, pensando agli anni di lavoro, alla pazienza e alle aspettative con cui si realizzavano. Una perfezione che ben si adatta al significato di Phulkari, lavoro floreale, per sottolineare la ricchezza cromatica e simbolica dei motivi ricamati.


Gli scialli erano parte essenziale del corredo matrimoniale delle donne, per questo tanta cura nella loro realizzazione: servivano nelle cerimonie pubbliche e nei rituali domestici e venivano utilizzati addirittura dopo la morte, per avvolgere il corpo della donna. I colori erano sgargianti, soprattutto sui toni caldi del rosso, del giallo e delle loro mescole, spesso su tessuto nero contrastante, ma niente era casuale: il rosso era il colore della prosperità e della fertilità.


In mostra, oltre a questi straordinari scialli, anche sculture di cavalli e di elefanti, che introducono in questo mondo lontano ed esotico dell'India e che raccontano una quotidianità per noi inesplorata. Del resto è lo scopo del MAO, che con queste mostre temporanee offre percorsi complementari alle collezioni permanenti. Una cultura non è solo le sue grandi opere d'arte, ma anche i piccoli capolavori della vita quotidiana, che, conosciuti, creano altrettanta curiosità e avvicinano a mondi lontani e sconosciuti. Così come fanno questi preziosissimi scialli dell'India nord-occidentale, grandi come tappeti e ricamati per accompagnare le donne fino alla loro morte.

Phulkari – Storie in-tessute dai villaggi del Punjab è al Museo d'Arte Orientale, in via San Domenico 11, fino al 15 maggio 2016; l'orario di apertura è da martedì a venerdì ore 10-18, sabato e domenica ore 11-19. Il biglietto costa 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito per gli under 18 e per l'Abbonamento Musei Torino Piemonte; il prezzo del biglietto consente la visita all'intero Museo. Per tutte le informazioni, il sito ufficiale è www.maotorino.it.


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