Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

La Scala delle Forbici di Palazzo Reale in Ogni opera è un mondo

Uno dei gioielli più belli di Palazzo Reale è anche uno dei meno accessibili al pubblico: la Scala delle Forbici, uno dei capolavori torinesi dell'architettura di Filippo Juvarra. Sono poche le occasioni in cui è possibile visitarla, salire sulle sue rampe leggere e ascoltare le parole di una guida, che ne svela i segreti, sia architettonici che decorativi.

Perciò approfittate dell'occasione offerta il 15 maggio 2016, alle ore 16, (e il 9 ottobre 2016 alle ore 16) da Ogni opera è un mondo, in meno di un'ora, la bella iniziativa dei Musei Reali, che ogni domenica propone tre opere da scoprire.

La Scala delle Forbici si affaccia sul Salone degli Svizzeri, la grande sala che apre il percorso museale. E in genere la si può vedere così, con una sbirciata data dalla porta, senza potersi avvicinare, senza poter salire le rampe e ammirare l'ingegno di Juvarra, sia nella risoluzione delle difficoltà, sia nella capacità di creare meraviglia.

L'architetto siciliano progettò la Scala per le nozze del futuro Carlo Emanuele III con Anna Cristina del Palatinato Sulzbach: doveva essere il collegamento aulico al loro appartamento e venne realizzata in uno spazio angusto inimmaginabile, una sorta di parallelepipedo verticale, con una base di 66 metri quadrati e un'altezza di 10 metri. Nessuno poteva immaginarsi come realizzare una scala in uno spazio così piccolo e con un dislivello così ampio. Ma Juvarra non si fece scoraggiare dalla sfida e si inventò una delle scale più belle che si possano vedere a Torino. Il disegno è quello classico delle scale a tenaglia, ma, allo stesso tempo, è audace e leggero, come non si era ancora visto: la prima rampa, centrale, è seguita da due rampe laterali, appoggiate alle pareti, quindi, parallela alla prima rampa, la più leggera e audace di tutte, una rampa aerea, senza sostegni laterali, appoggiata solo agli estremi su due grandi archi trasversali. Perché, è l'arco il grande protagonista strutturale di questo impianto barocco, lo si nota appena, alleggerito dalle decorazioni di frutte, conchiglie e nodi sabaudi, ma è grazie alla sua forza e alla sua solidità che le rampe di queste magnifiche scale hanno superato il tempo.

Quando Juvarra presentò il suo progetto a Vittorio Amedeo II, nessuno credeva che sarebbe rimasto in piedi, invece ha vinto lui, il creativo architetto siciliano, che tre secoli dopo si fa ancora ammirare e ci lascia incantati. Lasciatevi sorprendere, da questa meravigliosa invenzione e non perdetevi l'appuntamento. Al precedente, ad aprile, le spiegazioni della bravissima guida hanno introdotto con sapienza nel mondo delle decorazioni simboliche, della leggerezza architettonica e della meraviglia come fine. Nel Barocco, insomma, ed è stata davvero una bella esperienza. Ancora una volta, a un mese dalla visita, grazie Fabio!


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