Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Quando intorno al Lingotto era tutta campagna

Foto d'epoca del Lingotto ce n'è tante. Provate a cercarle su Google, le troverete di ogni tempo della lunga storia dell'edificio, dalla costruzione a 8 Gallery, passando per l'uscita orgogliosa degli operai e la distruzione dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. In genere sono foto scattate guardando verso le Alpi: si vedono la grande fabbrica e il piazzale davanti a lei, con il tempo diventato via Nizza. Foto come questa che trovate in questa pagina sono più rare: il Lingotto ripreso a volo d'uccello e, per di più, guardando verso la collina e verso il Po.

Foto

E' un'immagine che dà maggiormente idea della lontananza dalla città in cui il Lingotto fu concepito. Una lontananza che fa davvero pensare "qui una volta era tutta campagna" (come succede per lo stabilimento Mirafiori, costruito qualche decennio dopo, pure lui in perfetta solitudine, prima di essere inglobato nella città). E un'immagine che mostra quanto le fabbriche non venissero costruite 'dentro' la città, ma ben lontane da essa, per garantirsi trasporti e movimentazioni inconcepibili nel tessuto urbano. E' stata poi la capacità di attrazione degli stabilimenti a costruire intorno a loro le prime borgate operaie, diventate quartieri. E, nella Torino, diventata industriale, mano a mano, lo sviluppo cittadino ha finito con inglobare Borgo San Paolo, Barriera di Milano, il Lingotto. Si guardano le cartoline d'epoca come questa e si pensa a quanto Augusta Taurinorum si sia ampliata negli ultimi decenni della storia: come mai nei suoi due millenni precedenti.

Non c'era Torino, intorno al Lingotto degli anni 30. In quest'immagine, che guarda verso la collina (e non verso le Alpi), si può apprezzare come tutt'intorno allo stabilimento della Fiat non ci fossero case e come, addirittura, fosse tutta campagna fino a Moncalieri, anch'essa poco sviluppata, con il Castello in bella evidenza e non ancora 'soffocato' dalle costruzioni. E' impressionante. E risalta ancora di più il capolavoro ingegneristico che fu il Lingotto, lungo, mastodontico e autosufficiente, dotato persino di scalo ferroviario proprio, quasi a simboleggiare le speranze in lui riposte.

Un'altra epoca, un'altra Italia, un'altra Torino.


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