Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Con Fior d'acqua i lavatoi e le fontane diventano installazioni d'arte

Un bel modo di valorizzare il proprio passato nella Valle Antigorio, in Alta Ossola (VB). Qui ci sono "piccoli villaggi dall'architettura tipicamente alpina, una rete escursionistica adatta a tutti, eccellenze gastronomiche da gustare ad ogni quota, un parco naturale meraviglioso, il Veglia-Devero, e la Cascata del Toce, la più imponente e la più alta delle Alpi. Una cornice che racchiude uno spettacolare paesaggio di montagna ancora poco conosciuto dal turismo di massa" spiega il comunicato stampa di Fior d'acqua. E qui è nato questo progetto, che valorizza gli antichi lavatoi in pietra, per non dimenticare la fatica delle donne che lavavano i panni di famiglia, usando acqua e cenere di legna.


Ma, sottolinea il comunicato, i luoghi dell'acqua non erano solo posti di lavoro e di fatica: fontane, abbeveratoi e lavatoi erano anche punti di incontro e di conversazione. Così, per celebrare la loro storia e il loro passato e renderli luogo d'attrazione turistica, Fior d'acqua li ha decorati, con fiori, essenze e quant'altro ha immaginato la creatività degli uomini e delle donne che adesso abitano la vallata. Si è creato così un percorso turistico, che parte dalla bassa valle e che sale fino a 1200 metri, attraversando villaggi come Molinetto e Vegno, Smeglio e Mozzio, Viceno, Rovallo e Foppiano e poi, ancora Campieno Cravegno e Fariolo, Maglioggio e Crodo. E' un itinerario che si può percorrere sia a piedi che in auto, utilizzando anche le antiche mulattiere (e in questo caso si completa davvero il salto nel passato della valle).


La cosa bella di tutto il progetto turistico è che è stato organizzato dagli abitanti, con il coordinamento del Comune di Crodo, che "tra erbe aromatiche, fiori di montagna e veri e propri allestimenti tematici, accompagnano i visitatori per mano all’interno di questi borghi tutti da (ri)scoprire". Sono stati infatti gli abitanti a immaginare decorazioni di petunie, gerani, lobelie, stelle alpine, begonie, gigli, rose, lavande e tanti fiori ed essenze di montagna, per abbellire i lavatoi e le fontane. Queste vere e proprie installazioni artistiche insistono non solo sui fiori, ma anche sulla pietra, elemento che dà forma all'acqua, entrambi caratteristici nella vita di questa valle: l'acqua è "sorgente di vita ma anche elemento da sempre indissolubilmente legato al destino di Crodo (paese che deve molto alle sue acque, da cui trae origine anche l'analcolico biondo "dolce e amaro" celebre in tutto il mondo); la seconda, regina assoluta dell’intera valle, elemento imprescindibile per la formazione delle strutture architettoniche alpine di questo spicchio di Piemonte".

Tutte le informazioni su www.facebook.com/presepiacqua.


Commenti