La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Quando c'era il gasometro di corso XI febbraio

E' sempre un po' impressionante vedere la Torino che si affacciava sulla Dora, alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX. Grandi fabbriche, ciminiere di fumo nero, l'era dell'industrializzazione iniziata senza grandi cure per l'ambiente, il contrasto tra l'architettura aulica del centro e questi paesaggi industriali, a pochi chilometri di distanza (in linea d'aria si tratta di poche centinaia di metri).


Una foto, quella a sinistra, racconta la zona compresa tra corso XI febbraio (si vede il ponte che lo unisce a via Bologna) e il ponte dei carboni, all'inizio del XX secolo. C'era il grande gasometro, oggi scomparso (al suo posto c'è un giardino e la sede della SMAT); il ponte dei carboni, avendo perso la sua funzione di collegamento tra il gasometro e la ferrovia di Lanzo, è stato trasformato in un fascinosissimo ponte pedonale, da percorrere in tutte le stagioni, per le viste che offre sulla Dora. Sullo sfondo, c'è sempre la Mole Antonelliana, muta testimone dei tempi che cambiano, in una Torino sempre sorprendente.

Guardando all'evoluzione delle rive della Dora, dall'industrializzazione a oggi, si rimane  sempre piacevolmente sorpresi: là dove c'erano le industrie adesso ci sono edifici di servizi, giardini, parchi (a poca distanza da questi ponti, a ovest, c'è il Parco Dora, sorto sull'antico insediamento dell'industria pesante torinese).

Le foto, da www.comune.torino.it, dove trovate una bella galleria di immagini di quest'area nel passato e così come è oggi.


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