La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Quando in piazza Castello non c'erano le auto

Due foto di Piazza Castello, il cuore di Torino, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con Palazzo Reale sempre sullo sfondo. Probabilmente bisogna aver visto piazza Castello negli anni 80, per rimanere sorpresi e meravigliati, piacevolmente colpiti, al vedere la piazza affidata praticamente solo ai pedoni.


C'era un originario concetto di piazza, come luogo d'incontro e di socializzazione, appena spezzato dal passaggio dei tram verso via Garibaldi, che negli anni 70 e 80 era andato perduto. In quel periodo, infatti, intorno a Palazzo Madama c'era un traffico circolare, che lo utilizzava come una sorta di rotonda aulica, davanti all'edificio c'erano i capolinea del 72 e le fermate degli autobus e tram provenienti da via Po e diretti verso via Pietro Micca; in piazzetta Reale c'era un parcheggio dell'ACI. Davvero, negli anni 70 e 80, il concetto di piazza aulica era stato stravolto, arreso al dio automobile, su cui Torino ha concentrato la propria fortuna nel XX secolo.

Un concetto recuperato solo recentemente, nel periodo pre-olimpico, con il ritorno di piazza Castello a isola pedonale, il trasferimento del traffico automobilistico, trasporto pubblico compreso, sul lato meridionale. Si guardano le foto e si pensa come quella parentesi di auto davanti a Palazzo Reale non sia stata particolarmente felice. In fondo il recente ritorno alle origini, segnala come sia stata forte l'impronta di chi ha disegnato la città, nel XVII secolo, e come sia stato intelligente chi, negli anni 90, ha voluto il ritorno delle piazze auliche torinesi alla loro originaria funzione di luoghi di bellezza e di socializzazione.


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