Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Quando in piazza Castello non c'erano le auto

Due foto di Piazza Castello, il cuore di Torino, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con Palazzo Reale sempre sullo sfondo. Probabilmente bisogna aver visto piazza Castello negli anni 80, per rimanere sorpresi e meravigliati, piacevolmente colpiti, al vedere la piazza affidata praticamente solo ai pedoni.


C'era un originario concetto di piazza, come luogo d'incontro e di socializzazione, appena spezzato dal passaggio dei tram verso via Garibaldi, che negli anni 70 e 80 era andato perduto. In quel periodo, infatti, intorno a Palazzo Madama c'era un traffico circolare, che lo utilizzava come una sorta di rotonda aulica, davanti all'edificio c'erano i capolinea del 72 e le fermate degli autobus e tram provenienti da via Po e diretti verso via Pietro Micca; in piazzetta Reale c'era un parcheggio dell'ACI. Davvero, negli anni 70 e 80, il concetto di piazza aulica era stato stravolto, arreso al dio automobile, su cui Torino ha concentrato la propria fortuna nel XX secolo.

Un concetto recuperato solo recentemente, nel periodo pre-olimpico, con il ritorno di piazza Castello a isola pedonale, il trasferimento del traffico automobilistico, trasporto pubblico compreso, sul lato meridionale. Si guardano le foto e si pensa come quella parentesi di auto davanti a Palazzo Reale non sia stata particolarmente felice. In fondo il recente ritorno alle origini, segnala come sia stata forte l'impronta di chi ha disegnato la città, nel XVII secolo, e come sia stato intelligente chi, negli anni 90, ha voluto il ritorno delle piazze auliche torinesi alla loro originaria funzione di luoghi di bellezza e di socializzazione.


Commenti