La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Quattro raffinati paraventi giapponesi, al MAO di Torino

Disegni delicati per una cultura che si mostra sempre raffinatissima, in ogni sua epoca. Come nei paraventi che il Museo d'Arte Orientale (MAO) di Torino porta nel percorso espositivo dopo una lunga assenza. Il Giappone riesce sempre a sorprendere, con la sua cultura millenaria, i suoi disegni stilizzati, i suoi racconti di eroismi, che in fondo non sono distanti dai nostri.

I paraventi in mostra raccontano battaglie e allegorie e introducono nel Giappone del XVII secolo. L'insurrezione dell'era Hoen e L'insurrezione dell'era Heiji raccontano due momenti dello scontro tra i Taira e i Minamoto, che si contesero a lungo il potere intorno al XII secolo; i disegni sono molto particolareggiati nelle scene di lotta, nei costumi dei guerrieri, nelle bandiere al vento. L'atmosfera cambia completamente negli altri due paraventi, che portano in un paesaggio atemporale ed etereo, per raccontare l'allegoria cinese Memorie della Sorgente dei Fiori di Pesco; di questi due paraventi si conosce l'autore, Okamoto Toyohiko, vissuto tra il XVIII e il XIX secolo, un artista di formazione Nanga, una scuola che utilizzava la tradizione cinese come fonte di ispirazione.


I quattro paraventi testimoniano la ricchezza culturale del Giappone del XVIII secolo, con la diversità degli stili e dei temi proposti anche in oggetti di decorazione come i paraventi; dal MAO sottolineano come la loro presenza in una stessa sala favorisca "una comparazione diretta tra due modi espressivi che si collocano quasi agli antipodi nel panorama artistico nipponico". L'esposizione è anche una bella occasione per vedere da vicino oggetti che da tempo non appartenevano al percorso espositivo ed è bello che al MAO ci sia questa rotazione di paraventi, così da avere la possibilità di avere un'idea del ricco patrimonio che possiede.

Il MAO è in via San Domenico 11; l'orario di apertura è da martedì a domenica dalle ore 11 alle ore 19; il biglietto costa 10 euro ridotto 8 euro (over 65 e giovani tra 18 e 25 anni), gratuto per under 18 e possessori della tessera Abbonamento Musei. Tutte le info sul sito www.maotorino.it.


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