Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quattro raffinati paraventi giapponesi, al MAO di Torino

Disegni delicati per una cultura che si mostra sempre raffinatissima, in ogni sua epoca. Come nei paraventi che il Museo d'Arte Orientale (MAO) di Torino porta nel percorso espositivo dopo una lunga assenza. Il Giappone riesce sempre a sorprendere, con la sua cultura millenaria, i suoi disegni stilizzati, i suoi racconti di eroismi, che in fondo non sono distanti dai nostri.

I paraventi in mostra raccontano battaglie e allegorie e introducono nel Giappone del XVII secolo. L'insurrezione dell'era Hoen e L'insurrezione dell'era Heiji raccontano due momenti dello scontro tra i Taira e i Minamoto, che si contesero a lungo il potere intorno al XII secolo; i disegni sono molto particolareggiati nelle scene di lotta, nei costumi dei guerrieri, nelle bandiere al vento. L'atmosfera cambia completamente negli altri due paraventi, che portano in un paesaggio atemporale ed etereo, per raccontare l'allegoria cinese Memorie della Sorgente dei Fiori di Pesco; di questi due paraventi si conosce l'autore, Okamoto Toyohiko, vissuto tra il XVIII e il XIX secolo, un artista di formazione Nanga, una scuola che utilizzava la tradizione cinese come fonte di ispirazione.


I quattro paraventi testimoniano la ricchezza culturale del Giappone del XVIII secolo, con la diversità degli stili e dei temi proposti anche in oggetti di decorazione come i paraventi; dal MAO sottolineano come la loro presenza in una stessa sala favorisca "una comparazione diretta tra due modi espressivi che si collocano quasi agli antipodi nel panorama artistico nipponico". L'esposizione è anche una bella occasione per vedere da vicino oggetti che da tempo non appartenevano al percorso espositivo ed è bello che al MAO ci sia questa rotazione di paraventi, così da avere la possibilità di avere un'idea del ricco patrimonio che possiede.

Il MAO è in via San Domenico 11; l'orario di apertura è da martedì a domenica dalle ore 11 alle ore 19; il biglietto costa 10 euro ridotto 8 euro (over 65 e giovani tra 18 e 25 anni), gratuto per under 18 e possessori della tessera Abbonamento Musei. Tutte le info sul sito www.maotorino.it.


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